Mutui, tasso negativo per l’Euribor a tre mesi

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A cura di Antonio Arricale Buone notizie per chi acquista casa. Il tasso Euribor a tre mesi diventa negativo. Sulla base dei dati forniti dallo European Money Markets Institute e resi noti A cura di Antonio Arricale Buone notizie per chi acquista casa. Il tasso Euribor a tre mesi diventa negativo. Sulla base dei dati forniti dallo European Money Markets Institute e resi noti da Bloomberg l’Euribor a tre mesi è sceso a -0,001%, la prima volta che presenta un valore negativo dal 1998, anno in cui Bloomberg iniziò la rilevazione del tasso. Si tratta di un altro degli effetti del QE della Bce che fa scendere in modo sensibili i tassi a breve e lungo termine. L’Euribor a 1 mese presenta un tasso di interesse negativo pari a -0,032% e anche quello a due mesi (-0,019%). L’Euribor a tre mesi è il tasso di riferimento al quale le banche si prestano il denaro sul mercato interbancario con scadenza trimestrale. Euribor tre mesi è anche un importante parametro a cui sono indicizzati mutui ipotecari e prestiti alla imprese con rate trimestrali. Con il tasso sui depositi della Bce negativo con un -0,20%, le banche non vogliono lasciare la liquidità presso la banca centrale e preferiscono prestare il denaro ad altre banche. Il paradosso è che con l’Euribor negativo le banche guadagnano contraendo prestiti con altri istituti. La notizia consente di fare una panoramica sul mercato dei mutui in Italia, che continua a dare segnali positivi. Dopo le prime timide avvisaglie di miglioramento riscontrate l’anno scorso, le erogazioni fanno segnare volumi in aumento da ormai quattro trimestri consecutivi. Secondo le ultime rilevazioni, nel quarto trimestre del 2014 le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 7.077,1 milioni di euro. Rispetto allo stesso trimestre del 2013 si registra un aumento delle erogazioni del 25%. Erano due anni e mezzo, precisamente dal secondo trimestre 2012, che in Italia non venivano erogati 7 miliardi di euro di finanziamenti. Questo trend positivo è suffragato anche dalle performance riscontrate mensilmente, che vedono incrementi a due cifre a partire da marzo, con un picco di +43,5% a dicembre 2014. Non solo. Positivi anche altri indicatori: la domanda di mutui da parte delle famiglie è in crescita costante da più di un anno e mezzo. Per il 2015 è in previsione un andamento delle erogazioni in lieve miglioramento rispetto a quanto rilevato nel 2014. Da notare, ancora, che per la prima volta dalla metà del 2006 tutte le regioni italiane hanno segnato volumi in aumento, con variazioni in doppia cifra, confermando l’andamento al miglioramento registrato nei due trimestri precedenti. Ma soprattutto che le performance migliori si riscontrano al Sud. Borse asiatiche Borse asiatiche per lo più positive questa mattina, con Tokyo che ha chiuso per la prima volta negli ultimi 15 anni al di sopra dei 20000 punti (20133), con un progresso dell’1,13%. Bene anche Shanghai, che guadagna 1,5 punti percentuali, mentre Hong Kong si conferma sui livelli del giorno precedente così come Seoul, che ha archiviato la seduta con un marginale calo dello 0, 04%. Gli acquisti sono da imputare per lo più al dato giapponese relativo alla bilancia commerciale. Il ministero delle Finanze nipponico ha infatti reso noto che a marzo la bilancia commerciale si è attestata a 229,3 miliardi di yen facendo registrare il primo surplus dal giugno 2012. Il dato si confronta con il deficit di 424,6 miliardi di yen in febbraio e attese degli economisti per un surplus di 44,6 miliardi. Nel mese le esportazioni sono cresciute dell’8,5% su base annua, in linea con le attese degli economisti, mentre le importazioni sono calate del 14,5% contro il 12,6% del consensus. Sul fronte societario da segnalare, secondo quanto riportato da Reuters, che Daiichi Sankyo Company ha raccolto 200 miliardi di rupie, pari a poco meno di 3 miliardi di euro, dalla vendita dell’intera partecipazione nell’indiana Sun Pharmaceutical Industries a sconto del 10,7% rispetto alla chiusura del titolo lunedì a Mumbai. Il gruppo giapponese aveva ottenuto l’8,9% di Sun Pharma dopo la sfortunata acquisizione nel 2008 di Ranbaxy Laboratories, una scommessa fallita sulla crescita del mercato globale dei farmaci generici. Ranbaxy in tutti questi anni ha dovuto combattere con reclami e sanzioni da parte dell’americana Food and Drug Administration. Un anno fa Daiichi Sankyo aveva quindi ceduto Ranbaxy a Sun Pharma per 3,2 miliardi di dollari (circa 3 miliardi di dollari), ritrovandosi con la partecipazione in quello che è il maggior gruppo farmaceutico dell’India. Il titolo Daiichi Sankyo ha guadagnato lo 0,95% a Tokyo dopo il 4,40% di progresso nella seduta di martedì. Yahoo! in contemporanea con risultati per il primo trimestre non certo esaltanti ha comunicato di essere pronta ad andare all’incasso sulla partecipazione in Yahoo! Japan che vale quasi 9 miliardi di dollari. Il gruppo californiano ha dato mandato agli advisor per lo studio delle opzioni disponibili per il 35% detenuto nella divisione giapponese. La notizia ha ridato fiato al titolo sul listino. Yahoo! dopo aver chiuso in calo dello 0,37% la seduta di martedì e continuato a perdere fino all’1,3% nel mercato esteso a Wall Street ha poi virato in territorio positivo con un guadagno di circa lo 0,70%. Yahoo! Japan ha guadagnato il 2,69% a Tokyo. Borsa Usa Wall Street ha chiuso la seduta in modo contrastato, ieri sera, mentre continuano le trimestrali delle società a stelle e strisce. A fine contrattazioni l’indice Dow Jones ha perso lo 0,47% a 17.949,59 punti, l’S&P500 è scivolato dello 0,15% a 2.097,29 punti mentre il Nasdaq ha mostrato un progresso dello 0,39% a 5.014,10 punti. A New York i principali indici hanno chiuso la seduta contrastati. Il Dow Jones ha perso lo 0,47% l’S&P 500 lo 0,15% mentre il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,39%. A pesare su Dow Jones e S&P 500 sono stati alcune deludenti trimestrali societarie. Il listino tecnologico ha invece beneficiato della nuova operazione di M&A nel settore biotech. Tra i singoli titoli International Business Machines -1,04%. I ricavi del colosso informatico nel primo trimestre sono calati più del previsto a 19,59 miliardi di dollari da 22,24 miliardi dello stesso periodo di un anno prima. Gli analisti avevano previsto una riduzione a 19,64 miliardi. L’utile per azione adjusted ha invece superato le attese a 2,91 dollari contro i 2,80 dollari indicati dal consensus. DuPont -2,94%. Il grupp o chimico ha avvertito che il rafforzamento del dollaro avrà un impatto negativo sugli utili dell’esercizio in corso di 80 centesimi per azione, 20 centesimi in più rispetto alla previsione precedente. United Technologies +0,41%. Il gruppo industriale ha chiuso il primo trimestre con un utile di 1,43 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 1,21 miliardi di un anno prima. Escluse le poste straordinarie l’utile per azione si è attestato a 1,51 dollari, 6 centesimi in più rispetto alle attese. Harley-Davidson -9,81%. Il produttore di moto ha tagliato le previsioni sulle consegne per l’intero esercizio. Verizon Communications -0,38%. I ricavi del gruppo delle telecomunicazioni nel primo trimestre sono aumentati meno del previsto a 31,9 miliardi di dollari (+3,8%) contro i 32,3 miliardi indicati dal consensus. Mylan +8,85%. Il produttore di farmaci generici Teva Pharmaceuticals ha offerto 82 dollari per azione, in azioni e in contanti, per l’acquisto del gruppo farmaceutico. General Motors +0,13%. La casa automobilistica ha annunciato di aver venduto nel corso del primo trimestre 2,4 milioni di veicoli, il 2% in più rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Travelers -3,98%. L’utile del gruppo assicurativo nello scorso trimestre è calato del 21%. Europa Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,6%, il Cac40 di Parigi lo 0,55%, il Ftse100 di Londra lo 0,2% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,4%. Tra i singoli titoli Heineken -1%. Sul titolo del produttore di birra sono scattate le prese di beneficio dopo l’annuncio dei risultati trimestrali. Nel periodo gennaio-marzo (primo trimestre) l’utile è aumentato a 579 milioni di euro da 143 milioni di un anno prima. Il giro d’affari consolidato è cresciuto del 2% (a perimetro costante) a 4,34 miliardi. Non negativa, ieri, la seduta di borsa per i listini del vecchio continente, nonostante le tensioni in arrivo da Atene. Parigi e Londra hanno terminato in rialzo dello 0,1% e dello 0,15% fermandosi rispettivamente a 5.192,64 e 7.062,93 punti mentre l’indice spagnolo, l’Ibex, è salito dello 0,33% a 11.422,3. Chiude la carrellata il tedesco Dax, in aumento dello 0,4% a 11.939,58 punti. A livello di singole performance spicca il +3,91% di Arm Holdings nel giorno della pubblicazione della trimestrale e il rosso di due punti percentuali del Credit Suisse (-2,05%) che, nonostante utili in crescita del 23%, ha pagato pegno alle indiscrezioni relative l’aumento di capitale. Indicazioni contrastanti quelle arrivate dai dati macro: sotto le stime l’indice Zew relativo la Germania, passato da 54,8 a 53,3 punti, ma meglio del previsto il dato su Eurolandia, in aumento da 62,4 a 64,8 punti. ASML +9%. Lo specialista di apparecchiature per la produzione di semiconduttori ha comunicato un accordo per la fornitura di almeno 15 nuovi sistemi “ASML EUV” al suo maggiore cliente statunitense. Kering -5%. Il titolo del gruppo del lusso è penalizzato dai risultati della controllata Gucci. Il marchio ha chiuso lo scorso trimestre con vendite in calo del 7,9% a cambi costanti. Si tratta di una contrazione superiore alle attese. Alcatel-Lucent +3%. Bernstein ha alzato il rating sul titolo del gruppo delle infrastrutture per telecomunicazioni a outperform. Renault +2%. Lo stato francese ha aumentato la partecipazione nella casa automobilistica al 19,74% del capitale. Rolls-Royce +4%. Il produttore di motori per aerei ha annunciato la nomina a chief executive di Warren East. Richemont -1%. Il gruppo del lusso ha dichiarato di attendersi per l’esercizio chiuso lo scorso 31 marzo il crollo dei profitti netti del 36% a causa di perdite da strumenti finanziari. Roche +2%. Il gruppo farmaceutico ha annunciato un incremento del giro d’affari nel primo trimestre del 3% a 11,833 miliardi di franchi. Si tratta di una cifra superiore alle attese. Italia Il Ftse Mib segna +0,62%, il Ftse Italia All-Share +0,58%, il Ftse Italia Mid Cap +0,44%, il Ftse Italia Star +0,35%. Buon avvio di seduta per Moncler (+2,1%), Mediolanum (+1,9%) e Autogrill (+2 %). Bancari in recupero dopo l’affondo di ieri. Si rilassa il mercato obbligazionario della periferia-euro dopo le dichiarazioni del presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, che si attende un accordo tra Grecia e creditori nella prossima settimana. Il rendimento del Btp decennale scende di 5 bp all’1,44% e lo spread sul Bund si riduce a 134 bp. L’indice FTSE Italia Banche segna +1,7% con Unicredit in evidenza a +1,8% dopo upgrade di Berenberg (rating alzato a buy da sell). Salgono anche l’altra big Intesa Sanpaolo (+1,9%) e BP Milano (+1,8) che ha annunciato che domani estinguerà in anticipo il bond assistito dalla garanzia della Repubblica Italiana da 500 milioni di euro in scadenza nel 2017. In verde Finmeccanica (+0,6%) nonostante che il governo polacco abbia scelto Airbus per una commessa da 50 elicotteri: battuta quindi l’offerta presentata dalla controllata AgustaWestland in consorzio con l’america na Sikorsky. Deboli i petroliferi in scia alla correzione del greggio con il WTI a 56 e il Brent a 61,5 dollari/barile, dopo i recenti massimi a oltre 58 e 64 rispettivamente. In calo troviamo Saipem (-1,1%) ed Eni (-0,5%). Piazza Affari ieri ha chiuso in ribasso una seduta estremamente volatile con l’indice Ftse Mib che è oscillato tra un minimo sotto 23.000 punti e un massimo sopra 23.500 punti. La tensione è alimentata dalla delicata situazione in Grecia, dove i tassi dei titoli di Stato a due anni hanno sfiorato il 30%. Il giorno prima il governo di Atene ha emanato un decreto in forza del quale tutte le amministrazioni pubbliche del Paese sono obbligate a depositare le loro riserve di cassa e a trasferire i loro fondi nei loro conti presso la Banca centrale. Un segnale allarmante sullo stato della liquidità ad Atene. In attesa dell’Eurogruppo di venerdì, ieri il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, ha dichiarato di essere pronto a qualsiasi evento ma di escludere al 100% un’uscita della Grecia dall’euro. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha perso lo 0,39% a 23.240 punti. Positiva Finmeccanica (+0,70% a 11,45 euro ) che ha beneficiato dell’upgrade da parte di Mediobanca a outperform dal precedente neutral. Sotto i riflettori anche Telecom Italia (+0,37% a 1,084 euro) in scia alle nuove indiscrezioni sulla controllata argentina. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, lo scioglimento di Telco potrebbe coincidere con l’addio al Paese sudamericano. Molto bene il comparto del lusso: in modo particolare gli acquisti hanno premiato Salvatore Ferragamo, che ha guadagnato il 4,10% a 30,44 euro, e Tod’s, che ha mostrato un progresso del 3,53% a 86,40 euro. Deboli i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 2,76% a 13,38 euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 3,43% a 7,17 euro, Popolare di Milano il 3,74% a 0,90 euro, Intesa Sanpaolo lo 0,85% a 3,032 euro, Unicredit l’1,93% a 6,085 euro.


I dati macro attesi oggi Mercoledì 22 aprile 2015 01:50 JPY Bilancia Commerciale Destagionalizzata 01:50 JPY Esportazioni (Annuale) 01:50 JPY Bilancia Commerciale 03:30 AUD Indice dei prezzi al consumo (Trimestrale) 03:30 AUD Indice prezzi al consumo destag. (Trimestrale) 03:30 AUD IPC (Annuale) 10:30 GBP Verbali dell’incontro dell’MPC 10:30 GBP voto MPC taglio 10:30 GBP voto MPC aumento 10:30 GBP voto MPC invariato 16:00 USD Vendite di abitazioni esistenti 16:00 USD Vendita di Case esistenti (Mensile) 16:30 USD Scorte di petrolio greggio