My Fair City, così il centro antico diventa a misura di bambino

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Avvicinare i bambini ai beni culturali di Napoli sfruttando le nuove tecnologie. È l’obiettivo del progetto “My fair city”, realizzato in partnership da Cueim (Consorzio universitario di Economia industriale e manageriale); Space, società specializzata nel settore delle tecnologie dell’informazione applicate alla valorizzazione dei beni culturali; “Le Nuvole”, cooperativa teatrale; Università “Suor Orsola Benincasa”. My fair city propone un nuovo sistema di servizi al turismo per l’infanzia, rivolto a genitori e scuole, ma anche agli imprenditori del settore, specialmente ai più giovani desiderosi di sperimentare nuove modalità di approccio ai beni culturali per i più piccoli. Spiega il project manager Salvatore Esposito De Falco nel corso della presentazione a San Domenico Maggiore: “L’obiettivo di questo progetto è  avvicinare il bambino alla fruizione dei beni culturali, rendendo giocosa e divertente la visita di alcuni dei più bei luoghi del centro storico di Napoli: dalla guglia di San Domenico all’omonima chiesa, da Palazzo di Sangro a Palazzo Venezia e ancora altri monumenti storici della città“. 

MyFair da sx Nino Daniele Salvatore Esposito de Falco Valeria Fascione e Gaetano CarrieroIl nuovo sistema è stato sperimentato con successo con alcune scolaresche della città. Ma come avviene la visita guidata da My fair city? Attraverso un’app installata su tablet, studiata apposta per il linguaggio dei più piccoli. Guida d’eccezione è un Pulcinella digitale, che spiega ai bambini cosa stanno vedendo. La guida che conduce il gruppo dispone di un dispositivo “whisper” col quale può trasmettere negli auricolari dei piccoli visitatori. In alcuni punti chiave, l’audio invita i bambini ad osservare il video nel proprio tablet. Utilizzando la realtà aumentata, monumenti e statue parlano e raccontano la propria storia. Mediante una rete di sensori i luoghi  possono persino rivolgersi per nome ai piccoli visitatori, facendo domande, proposte, raccontando aneddoti. In altri punti del percorso appaiono personaggi storici, impersonati da attori, che danno vita alle storie raccontate nel corso della visita. 

L’assessore regionale all’Innovazione e all’Internazionalizzazione Valeria Fascione (il progetto è stato finanziato proprio dalla Regione Campania con circa 800mila euro provenienti dai fondi europei) esprime il suo plauso per l’iniziativa: “Vengo da Città della Scienza, dove abbiamo lavorato moltissimo per avvicinare i più piccoli alla conoscenza. Questo progetto va nella direzione in cui vogliamo muoverci: science with society, l’utilizzatore partecipa in modo attivo nel processo di conoscenza“. L’assessore comunale al Turismo Nino Daniele sostiene che “il turismo per bambini e ragazzi rappresenta un tema cruciale, in un momento positivo che ha visto molti arrivi. Il lavoro svolto qui è di importanza fondamentale: piccoli modelli virtuosi generano altrettanto virtuosi meccanismi imitativi”.