Myo, assoluzione piena per Marco Bianchini. Vola il fatturato: +12% in tre anni

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in foto la sede di Myo Spa

Criminal minds, non la serie televisiva, ma il processo intentato contro Marco Bianchini, l’ex presidente della Karnak, dopo dieci anni e decine e decine di udienze, giunge a conclusione. Marco Bianchini è assolto su tutta la linea e questa, si legge in una nota diffusa dalla società, “è l’unica verità emersa dal lunghissimo processo in cui la difesa non ha mai cercato di allungare i termini, desiderando anzi una sentenza, la più veloce possibile, per mitigare i danni reputazionali e commerciali che il gruppo della famiglia Bianchini ha subito durante tutto il processo”. “L’impianto accusatorio – si ricorda – si era basato su un dossier costruito da un noto pregiudicato, tal Salvatore Vargiu, attualmente in carcere per scontare una pena di nove anni per altri reati. Si sa quindi chi ha costruito il cumulo di menzogne tese a far fuori dal mercato la Karnak, allora la società leader sul mercato italiano delle forniture di prodotti e servizi per gli uffici sia pubblici che privati”. “Si sa quindi chi fosse l’autore di tale castello di accuse infondate – si legge ancora nel comunicato che riepiloga la vicenda -, ma il processo non ha cercato di chiarire se ci fosse, dietro Vargiu, qualcuno interessato a far fuori dal mercato Marco Bianchini e la sua azienda, la Karnak. Nel gennaio 2012, l’imprenditore Bianchini viene addirittura arrestato sulla base delle accuse false di Vargiu. Il presidente del gruppo Bianchini è quindi impossibilitato a gestire l’azienda che produce un fatturato consolidato di circa 180 milioni di euro con circa 500 impiegati e circa 1000 agenti”. Le conseguenze? Eccole: “Inizia un periodo di perdite ingenti sia sul piano occupazionale che commerciale. La nuova governance viene delegata a personale esterno che nulla sa di quel business e che sembra più che altro interessata a chiudere la vicenda della supposta stabile organizzazione della Karnak in Italia nonostante il fatto che in primo grado aveva prevalso la tesi difensiva della Karnak che non vi era stabile organizzazione in quanto il modello di business era conforme al disciplinare OCSE. Quindi, anche se vincenti processualmente, la nuova dirigenza patteggia una multa di circa 10 milioni di euro con l’Agenzia delle Entrate che indebolisce ulteriormente la società che nel 2017 a seguito di una ulteriore perdita perde tutto il capitale. Di fronte a tutto questo, nel settembre del 2017, Marco Bianchini decide di rimettersi in gioco e di tornare in azienda. I risultati cominciano a farsi sentire da subito. Il piano triennale 2018-2020 viene puntualmente rispettato e superato nettamente in termini reddituali. Il Bilancio chiuso al 31/12/2020, rispetto al 2017, vede un incremento di fatturato del 12%, che si porta pertanto a 75 milioni di euro. L’Ebitda che nel 2017 arrivava appena a 600 mila di euro, al 31/12/2020 si avvicina ai 5 milioni di euro con un utile netto di 1,4 milioni e un Patrimonio che da 4 milioni del 2017 passa a 11,4 milioni di euro”.
“Per il momento, – dichiara il presidente della Myo Giovanni Mazzocchi-, ci prendiamo l’unica verità emersa dal processo, Marco Bianchini è innocente su tutta la linea e non per una intervenuta prescrizione come erroneamente scritto da alcuni giornali la cui fonte non è nota. Il Tribunale di Rimini infatti sulla accusa di corruzione rivolta a Bianchini ha rilevato che sulla stessa vicenda Bianchini era stato già assolto con formula piena da altro tribunale e ha deciso quindi per il non luogo a procedere.”