The Atomic Bomb Nagasaki e una testimonianza da ricordare

in foto Nagasaki oggi

da una Hibakusha

“Io seppi più tardi che la temperatura all’ epicentro, o punto 0, raggiunse i 3000/4000 gradi e che la velocità di spostamento dell’aria, si dice che fosse 300 metri al secondo. Sapendo che 1500 gradi sono sufficienti a far fondere il ferro, e che è già difficile restare in piedi se attaccati da un tifone con venti di 50 metri al secondo, ci si può fare un’idea dell’effetto devastante dell’esplosione… In un raggio di 3 kilometri, tutte le costruzioni furono spazzate via ed interamente distrutte. A quell’epoca, io ero una studentessa di 14 anni!”.
Fortunatamente la città di Nagasaki al giorno d’oggi non presenta più ferite, e tutto è svanito nel tempo che ne è stato la migliore medicina.
Nagasaki, per chi non ne è ancora a conoscenza, durante il periodo Meiji è stata tra le prime città nipponiche ad essere visitata dagli europei; i Portoghesi (attualmente anche gemellata con Oporto dal 1978) in primis e successivamente dagli italiani più precisamente dai corallai e perlai di Torre del Greco, che oltre a Kobe, scelsero di fermarsi qui per una seconda fare colonia dove iniziarono il fiorente commercio del corallo e delle perle coltivate. Molti furono i gesuiti a predicare il cristianesimo infatti la cittadina è la più cristiana tra le mete asiatiche.
Qui si respira aria occidentale, aria europea aria italiana… Moltissime le costruzioni stile ottocento tutte in armonia con lo stile europeo.
Nagasaki fu fonte di ispirazione di Puccini per la sua famosa “Madame butterfly”. La città si estende su una lunga baia ed è il miglior porto naturale di una delle isole giapponesi, la città si estende su una baia di una delle isole del Giappone Kyushu. Attualmente ridente cittadina con poco più di 500 mila abitanti è tra le prime cinque città giapponesi per densità di popolazione.