Nanomateriali, studio del Cnr di Napoli: Non causano danni gravi all’organismo

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Uno studio coordinato dal Cnr, con l’Istituto di biochimica e biologia cellulare (Ibbc) di Napoli e l’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica (Irib) di Palermo, pubblicato su Small, ha indagato i rapporti tra nanoparticelle e sistema immunitario di diversi esseri viventi, scoprendo reazioni simili e assenza di effetti patologici irreversibili. Un riscontro che ne incoraggia l’uso in medicina. La ricerca e’ frutto di una collaborazione internazionale finanziata dal programma Marie Sklodowska-Curie di Horizon 2020. I nanomateriali sono sostanze di dimensione infinitamente piccola con caratteristiche peculiari tali da consentirne una vasta gamma di applicazioni nell’ambito della biomedicina, dell’energia, dell’ambiente e dell’alimentazione. Se il loro uso da un lato fa parte della nostra vita quotidiana, dall’altro potrebbe avere delle ripercussioni sulla salute umana e sull’ambiente. L’immunita’ innata e’ la prima linea di difesa condivisa dalla maggior parte degli organismi viventi, dalle piante all’uomo. Ma cosa succede se un organismo incontra un nanomateriale? Il suo sistema immunitario lo riconosce come una minaccia? A questa domanda ha cercato di rispondere uno studio coordinato dal Cnr, con l’Istituto di biochimica e biologia cellulare (Ibbc) di Napoli e l’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica (Irib) di Palermo, pubblicato sulla rivista Small. “In generale, il sistema immunitario reagisce con una reazione che culmina con l’eliminazione del corpo estraneo e poi si spegne per permettere il riparo del tessuto eventualmente danneggiato e il ripristino della sua integrita’ fisica e funzionale. Una risposta immune indotta dalle nanoparticelle puo’ essere quindi considerata la risposta fisiologica atta a preservare lo stato di salute di un organismo”, spiegano le coordinatrici della ricerca Diana Boraschi del Cnr-Ibbc e Annalisa Pinsino del Cnr-Irib.