Nanoprestiti fino a 2.500 euro:
la rivoluzione parte da Napoli

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Un nuovo prodotto finanziario a sostegno delle microimprese e, al tempo stesso, un sistema per scoraggiare il ricorso all’usura. Parte da Napoli, e sembra destinato a diventare un modello da esportare Un nuovo prodotto finanziario a sostegno delle microimprese e, al tempo stesso, un sistema per scoraggiare il ricorso all’usura. Parte da Napoli, e sembra destinato a diventare un modello da esportare in tutto il Paese, il “nanoprestito” uno strumento che sarà sperimentato nel corso del 2015 per garantire prestiti ai soggetti non bancabili e alle famiglie disagiate sistematicamente escluse dalla possibilità di accedere al credito ufficiale. Ad annunciare l’avvio di un piano che concederà aiuti finanziari di importo non superiore a 2.500 euro è il presidente di Mediocredito Europeo, Massimo Minnucci.“ Insieme a Finetica e Banca Etica, con la supervisione del Mef, stiamo cercando di progettare uno specifico prodotto finanziario denominato “nanoprestito”. In questo modo – spiega – combattiamo l’usura e diamo la possibilità a chi non può accedere al credito bancario di ottenere risorse che talvolta si rivelano essere vitali”. Di nanocredito si discuterà a Napoli, venerdì prossimo 30 gennaio, a partire dalle 9.30, presso il Salone delle Assemblee del Banco di Napoli in Via Toledo, nel corso della prima “Giornata Nazionale della Microfinanza”, organizzata da Finetica onlus, associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito (Anspc) e Rete Italiana Microfinanza (Ritmi). Il tema in discussione è “Microfinanza e Fondi Strutturali 2014-2020: Inclusione, Coesione e Sviluppo”. Il dibattito sarà moderato da Nello Tuorto, direttore generale di Finetica, organizzazione non lucrativa da anni impegnata nella prevenzione dei fenomeni dell’usura e dell’esclusione economica e sociale, attraverso l’impiego del microcredito quale strumento finanziario di integrazione, inclusione e sviluppo, tanto più se corredato da specifici servizi di assistenza e accompagnamento nei confronti di quei “soggetti più deboli” della comunità, spesso emarginati, con problemi di indebitamento o di difficoltà finanziarie, e pertanto a rischio di diventare vittime degli usurai. La comune visione del microcredito da parte di Finetica, Anspc e Ritmi è sfociata nella pubblicazione di un “Manifesto”. Spiega Ercole Pellicanò, pesidente dell’Anspc: “Bisogna dare al più presto attuazione all’articolo 111 del Tub e al relativo Decreto attuativo che introduce nella normativa italiana la figura dell’operatore di microcredito. E’ questa un’importante occasione per moltiplicare ed estendere l’offerta di servizi finanziari inclusivi sull’intero territorio nazionale. Solo un’offerta di prossimità, professionalmente capace e socialmente sensibile, consentirà di dare risposte a un’enorme domanda di credito attualmente insoddisfatta”. Per Giampietro Pizzo, Presidente di Ritmi “sarebbe opportuno promuovere e rendere effettiva in tempi certi una legislazione specifica sul microcredito. L’importanza assegnata a questo strumento finanziario da numerose istituzioni regionali e locali, da una vasta rete associativa e dal vitale tessuto di microimprese e imprese sociali presenti nei territori italiani, richiede un’attenzione e un supporto mirato da parte delle Autorità nazionali competenti, in primis dal Parlamento”. Punta l’attenzione sui Fondi strutturali Pasquale D’Avino, presidente di Finetica Onlus: “ Le ingenti risorse comunitarie messe a disposizione nel periodo di programmazione 2014-2020 attraverso strumenti di micro finanza – dice – costituiscono un’opportunità unica da non disperdere. Per questo occorre formulare programmi nazionali e regionali di alto profilo, basati sulla fattiva collaborazione tra Istituzioni pubbliche preposte e operatori di Microcredito presenti sul territorio, un’azione coordinata che consenta lo sviluppo di un’offerta permanente di servizi finanziari e non finanziari inclusivi, destinati a un crescente numero di persone (giovani, donne, persone in difficoltà economica) che attualmente non trovano adeguata attenzione da parte degli strumenti finanziari ordinari”. Il programma del convegno prevede un momento introduttivo animato da Mario La Torre, Professore di Economia degli Intermediari finanziari alla Sapienza di Roma; Giorgio Centurelli, esperto nazionale di Fondi strutturali; Gennaro Fusco, presidente di Banca Popolare del Mediterraneo; Michele Gravina, responsabile Area Sud di Banca Popolare Etica; Massimo Minnucci, presidente di Mediocredito Europeo; Fabio Giuliani, referente di Libera in Campania; Giancarlo Spezie, governatore del Rotary International Distretto 2100. E’ proprio Fabio Giuliani di Libera, a evidenziare come, in conseguenza dell’esclusione di migliaia di famiglie dall’accesso agli strumenti di credito, soprattutto al Sud “si sta assistendo all’attuazione di un cambiamento radicale delle strategie operative delle organizzazioni usuraie che sempre di più, per mitigare i rischi della denuncia, tendono a orientarsi verso i cosiddetti “nanoprestiti” (prestiti, cioè, inferiori ai 2.500 euro), erogati con l’applicazione di interessi dal 10 al 20 per cento al mese (120-240 per cento all’anno), approfittando del fatto che né le banche, né le finanziarie trovano generalmente conveniente trattare quel “taglio di prestiti” a tassi legali”. Nel corso di questa Prima Giornata della Microfinanza sarà data la parola a istituzioni, banche, associazioni e operatori del settore, per tentar di focalizzare le enormi difficoltà nell’accesso al credito da parte di una fascia sempre più ampia di popolazione, dopo il progressivo irrigidimento dei criteri di valutazione del merito creditizio da parte del sistema finanziario. “Questa “Giornata” – dice Nello Tuortovuole essere un momento di riflessione e di confronto tra diversi stakeholders del settore nel tentativo di cercare insieme le soluzioni migliori per rispondere ai diffusi e insoddisfatti bisogni di accesso a “piccoli prestiti” da parte di un numero sempre maggiore di imprese, famiglie e persone, fortemente a rischio di esclusione finanziaria e sociale, o, peggio ancora, di diventare vittime dell’usura e del racket soprattutto nelle regioni meridionali del nostro Paese”. Dopo l’introduzione a più voci, sono previsti gli interventi di Nevio Eligio Rodighiero, direttore di Banca d’Italia in Campania; Isabella Fontana, direttore del Ministero dell’Economia e delle Finanze; Giovanna Boda, direttore del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; Santi Giuffré, commissario straordinario Antiracket Antiusura. A concludere il dibattito saranno Mario Baccini, Presidente dell’Ente nazionale per il Microcredito, e Filippo Bubbico, Viceministro dell’Interno. Per portare il proprio contributo sulla programmazione in atto dei Fondi strutturali 2014-2020 destinati alla microfinanza sono stati invitati a portare i saluti istituzionali, i presidenti delle Giunte regionali di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia.