Napoletano, una lingua di geniacci

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INTERVENTO AL CONVEGNO PROMOSSO DA I.I.S.F., RAM E EU-MEB IL 04/05/2023 SUI QUARTIERI STELLA-SANITA’ E S. CARLO ALL’ARENA PER UN GENERALE E MERITATO  RILANCIO

Prof. Ennio Forte (www.logisticaeconomicaetrasporti.it; www.creativmusic.it)

Intro, il Napoletato e’ una lingua e i geniacci napoletani hanno inventano a cavallo tra ‘800 e ‘900 la canzone napoletana che si espande in tutto il mondo e la canzone napoletana ha una durata di tre/cinque minuti rispetto all’opera lirica (“Tristano  Isotta” di R. Wagner sei  ore, e la frase liberatoria di Libero Bovio “Cumm’e’ bell’a morte ‘e subito” al San Carlo lo testimonia), la sinfonia, l’operetta, la romanza….e finalmente arriva la canzone napoletana dove basta almeno una voce e una chitarra (“‘O sole mio” in cinese e altre lingue cantato in tutto il mondo, ecc.). Un riferimento all’Enciclopedia della Musica di Einaudi  dove nel primo volume”Il ‘900”, a proposito della storia della canzone, non  si parla della canzone napoletana. Inoltre,  pochi sanno che il primo disco di jazz al mondo fu eseguito dal siciliano Nick La Rocca fondatore della New Orleans Jazz Band. cosi’ come alcuni dei dieci milioni di migranti meridionali  tra il 1870 e il 1920 (avvento del Fascismo) diretti al nord e sud America dai porti di Napoli e Palermo si cambiavano nomi e cognomi e composero negli USA alcuni Musical  da cui  sono nate le canzoni divenute poi i famosi STANDARD del jazz. Nella Storia dei Regni di Napoli i meridionali italiani si chiamavano NAPOLETANI.

e veniamo al tema del convegno:

1.Vedere Napoli dall’alto e’ come un omega: storicamente, NAPL OVEST (la bellezza e la rendita), NAPOLI EST (l’industria e il lavoro), in entrambe i servizi dominavano l’Economia come oggi, tra questi il commercio, il turismo e i trasporti volti a connettere le attivita’. Bagnoli e la dismessa Italsider -uno storico incidente di percorso-(e’ auspicabile per Bagnoli un “PARCO DELLE TERME” TRA VERDE –parco collinare Virgiliano-, verde da rigenerare e utilizzo della risorsa termale (i miei nonni avevano nella Bagnoli dell’epoca una villa per le vacanze dove l’acqua calda termale usciva spontaneamente). Oggi la città di Napoli di giorno raddoppia quasi la sua popolazione, dato il notevole deficit residenziale. Per fortuna i comuni della Provincia soddisfano la domanda abitativa colmando in gran parte il deficit. 

2.partiamo allora dai trasporti e dalla oramai acquisita conquista di due diritti affermati, il primo ad una Mobilita’ Sostenibile (nuovi sistemi di trazione, ambiente, clima), il secondo a una Accessibilita’Sostenibile per la massima fruizione degli attrattori. tra beni naturali green e culturali: Napoli con 117,3 kmq e’ circa il 7% della estensione di Roma con ben 1.300 kmq. ma per numero di chiese, paradossalmente, Napoli  con 1000 supera Roma con 900. purtroppo  per dotazione di verde, Napoli risulta agli ultimi posti in Italia (96mo su 106). Tra i tesori del verde napoletano il Bosco di Capodimonte con  134 ettari e l’Orto Botanico con 12 (un kmq = 100 ettari; un ettaro=10.000 mq) esprimono una risorsa da ottimizzare nell’Accessibilità Sostenibile.

3.Intanto, partendo da lontano, la Tangenziale poteva terminare a Castellammare per l’inoltro alla Penisola Sorrentina e l’autostrada NA-SA serve meglio la costiera amalfitana. Nei fine settimana e alta stagione il flusso ne risente e si allungano i tempi di inoltro alla Penisola Sorrentina per congestione al casello. Nel Regno delle Due Sicilie, la prima geniale tangenziale fu l’attuale C.V.E. tra Piazza Sannazzaro-Mergellina e il museo (MANN), due hub fondamentali a ovest e a est per la radiografia dei flussi perche’ in essi si concentrano consistenti flussi tra diverse provenienze e destinazioni. Per la rete METRO si intrecciano la linea 2 con la 1 tramite la famosa EX LTR ora linea 6 di prossima entrata in esercizio (altra connessione tra la 2 e la 1), nell’HUB del Museo/Foria, tramite un tapis roulant, si connettono le linee 1 e 2  dando luogo a un elevato potenziale di scambio nella geografia dei flussi. Nota a margine: a Piazza Municipio i vecchi Magazzini Generali (monumento nazionale ma pugno nell’occhio e ostacolo alla vista del porto e di Naplest data la sua inesistente bellezza e funzione portuale.) 

4.Sui potenziali dei nuovi attrattori, mi permetto di suggerire nel possibile recupero di San Gennaro dei Poveri a Piazza Carlo III (all’epoca fino a due menu’ offerti nelle feste lungo tavolate esterne al Palazzone), creare uno spazio dedicato alla STORIA DELLA CANZONE NAPOLETANA che ha generato nel mondo una svolta epocale nella cultura musicale mondiale. Inoltre, un recupero funzionale delle dismesse stazioni della Circumvesuviana con destinazioni di quartiere socialmente utili.

5.Nella mia vita accademica sono stato affascinato dai Sistemi di trasporto Ettometrici, detti anche IN CONTINUO quali scale mobili e tapis roulant, assolutamente adatti a una citta’ obliqua come Napoli che dispone di un ventre sotterraneo molto articolato, con tanti spazi tra caverne e condotti che, unitamente a scalinate estern, potrebbero ospitare sistemi continui di trasporto integrati, se necessario, con ascensori, anche questi verticali o obliqui. Questi sistemi vanno protetti da vento e pioggia  (per non finire come le scale mobili al Centro Direzionale di Napoli) tramite pareti in plexiglass proettive vote a far godere panorami colti dal possibili tracciati. Ne risultano in uno schema di massima almeno tre.

6.Per il quartiere della Sanita’ osservo una sorta di autoregolazione smart dove le eccellenze locali della pasticceria ed altro, generano sempre di piu’ una domanda dedicata e dove si evidenzia la splendida architettura di alcuni palazzi storici, altra calamita di flussi turistici.Inoltre, di rilievo la Basilica di S. Maria la Carita’ con la laterale via dei Duchi e la vicina via dei Principi, oltre alla Casa del grande TOTO’ da destinare a museo. Fu Gioacchino Murat che con il Ponte della Sanità bypasso’ il quartiere per collegarsi direttamente da Via Toledo alla Reggia di Capodimonte, altro attrattore museale. ma resta per il plesso allo stato un modesto livello di accessibilita’. Ed allora, ricordo alcune tesi date ai miei studenti e, piu’ di recente, altre seguite dal collega Lucio Siviero, che propongono analisi economiche di fattibilita’ per il ricorso a sistemi Ettometrici (o IN CONTINUO) per aumentare l’accessibilita’ ai siti verdi e alle tante bellezze architettoniche dei quartieri Stella-Sanita’ e San Carlo all’Arena. Richiamo l’esperienza della Metropoli di Hong Kong con sistemi fino a 800 metri lineari e con circa 100.000 spostamenti al giorno, un formidabile rimedio contro la congestione del traffico che unisce i benefici anti inquinamento, incidentalita’ e congestione. Forse, per la Funicolare di Chiaia bastavano due scale mobili in continuo  –intervallate da botteghe in box laterali lungo la ampia galleria tramite brevi percorsi pedonali di entrata e uscita dai sistemi in continuo, anche al fine di  ridurre la lunghezza di scale e tapis mobili ed, eventualmente, attivare una rete commerciale ai lati del sistema o, in alternativa, un insieme di vetrine per il marketing. In sostanza sussiste sempre il problema di estendere la potenziale fruizione riducendo le distanze e ampliando le valenze o integrando tempi e distanze con altri attrattori quali panorami e diramazioni per altri minori, ma prossimi negli accessi (turismo di nicchia). Per lo shopping ed altro andra’ eseguito un apposito studio di fattibilia’ con analisi economiche di progetto associate a quelli di massima in quanto l’esecutivo assorbe il 10% e oltre del costo di investimento.

8.Distanza, costo e durata dello spostamento tra una Origine e una Destinazione misurano il grado di accessibilita’. In particolare, il rispetto dei tempi di viaggio si misura a volte con il termine “affidabilita’” di solito espressa in percento. Il trasporto aereo e’ notoriamente il meno affidabile, l’Alta Velocta’ ferroviaria il piu’ affidabile. Altri fattori sono la sicurezza, il confort e altri servizi aggiuntivi  che influenzano le scelte di residenti e turisti. Si evidenziano i servizi offerti dai bus turistici a livello di micro mobilita’ anche a supporto dei tour operator che offrono pacchetti gia’ confezionati.

9.Occorrono allora investimenti per aumentare l’accessibilita’ a Bosco e Reggia di Capdimonte e tra queste e l’Orto Botanico in connessione con le fermate delle due linee metrò, integrando meglio la fruibilita’ dei numerosi attrattori. Gli itinerari alternativi risultano almeno tre in superficie, utilizzando percorsi esistenti e consentendo in sequenza di integrare scale mobili e tapis rulant con pendenze diverse. in generale i tapis costano meno delle s.m. e impongono una manutenzione piu’ semplice. I varchi ai sistemi continui potrebbero essere intervallati da brevi tratte pedonali tali da consentire l’accesso ai beni culturali lungo il tracciato

10.I principali attrattori sono: Bosco di Capodimonte, Catacombe di S. Gennaro, Catacombe di S. Gaudioso. Orto Botanico e Reale Albergo dei Poveri, Basilica di S. Maria degli Angeli alle Croci con annesse catacombe, Caserma Garibaldi, Chiesa di S. Carlo all’Arena, Museo di Capodimonte/Reggia, Chiesa di S. Antonio Abate, Museo Archeologico Nazionale, Palazzo del Palasciano, Chiesa dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio, Complesso di S. Maria della Misericordia, Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina, Osservatorio Astronomico. Per l’accessibilità si evidenzia il percorso più fattibile di Salita Moiariello con la vicina torre del Palasciano, una Napoli occulta da gustare.

11.Accanto ad un analisi Benefici Costi degli Itinirari Ettometrici di superficie, occorre una analisi del sottosuolo per individuare eventuali cunicoli idoneizzabili a percorsi ettometrici, caverne disponibili all’uso, cunicoli verticali per eventuali ascensori (verticali o obliqui), pervenendo alla scelta del sistema piu’ efficiente dal lato dei costi di investimento e di esercizio e, al tempo stesso,  ai necessari costi di manutenzione ordinaria e straordinaria per dare ai due Quartieri una riconosciuta e dovuta ACCESSIBILITA’ INTEGRANDO NATURA E BENI CULTURALI. Esempi ce ne sono tanti in Europa. Tra questi, notevole successo hanno le scale mobili come sistema per accedere al Parc Guell nella parte alta di Barcellona (come Capodimonte) e lungo il tragitto godere del panorama. In Italia l’esempio di Potenza (allo stato-Internet- il Sistema è fermo per difetti di sicurezza alle 26 rampe e 4 ascensori), Perugia con 7 impianti di scale mobili,  2 ascensori e un Minimetro’ per connettere piu’ aree urbane, collegando il centro storico alla stazione, Arezzo che collega il parcheggio Pietri al centro storico e allo splendido Duomo.

12.Per concludere, i sistemi integrati NEI E TRA i due Quartieri a livello delle connessioni di superficie lungo scalinate e strade minori, e negli spazi eventualmente ricavabili dal sottosuolo, potrebbero fornire un notevole contributo ad una mobilita piu’ sostenibilie nel complesso, ma soprattutto ad una maggiore accessibilita’al verde (Parchi) e al godimento dei tanti beni culturali presenti. Infine un auspicio scendendo verso il porto lungo la Via Marina: tramite sottopassi, i pescatori con la canna da pesca potrebbero raggiungere alcuni banchinamenti inutilizzati a causa dei terminal specializzati per fruire di un diretto legame con il mare in un porto accessibile a zone pedonali dedicate allo stato potenzialmente fattibili, senza più barriere murarie di confine. Per fortuna quel recinto murario  è stato in gran parte rimosso con possibile fruizionedall’esterno del paesaggio portuale.