Napoli 2022, odissea al Beverello

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Il fatto è questo. Il malcapitato motociclista che dovesse recarsi al Molo Beverello da dove partono gli aliscafi che da Napoli portano a Procida Ischia e Capri si accorgerebbe che il parcheggio per le due ruote non esiste più. Cancellato dall’ultima ristrutturazione dell’area che per quanto sottoposta a sistemazioni di vario tipo non è mai sufficientemente capace di contenere e organizzare il flusso dei turisti che d’estate è davvero imponente.
Il malcapitato motociclista che dovesse rivolgersi alle strutture per il parcheggio delle auto chiedendo asilo (a pagamento) per il proprio mezzo si troverebbe di fronte a un rifiuto. Quelle strutture sono adibite al ricovero delle sole quattro ruote e dunque niente da fare. Il malcapitato motociclista non può fare altro che tornarsene da dove è venuto o cercare un posto non autorizzato facendo attenzione a non intralciare il traffico.
Il malcapitato motociclista si accorgerebbe a quel punto di non essere solo. Centinaia di altri malcapitati motociclisti si aggirano nel sito alla ricerca di una soluzione che non c’è. L’ampia banchina si riempie così di motorini e moto in uno scenario che sa di disordine, è vero, ma che diverso non potrebbe essere date le circostanze. È sempre stato così, d’altra parte: anche quando il parcheggio custodito c’era, erano in molti a preferire la sosta libera.
Il malcapitato motociclista che dovesse rientrare dalla sua escursione sulle isole si troverebbe di fronte allo spettacolo di un piazzale completamente sgombro. E potrebbe apprendere da qualche volenteroso addetto ai lavori che il suo cavallo di ferro è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza e fatto trasportare al Molo Pisacane dove sarà possibile riaverlo dietro il disbrigo di alcune faccende ed emorragia di soldi.
Il malcapitato motociclista che dovesse recarsi al Molo Pisacane per cercare di rientrare in possesso della sua cavalcatura scoprirebbe che in realtà deve prima passare presso il nucleo della GdF presente presso la Stazione Marittima, a circa un chilometro di distanza, per richiedere il certificato di sdoganamento. Il che, con il caldo di questa stagione, non rappresenta una passeggiata di salute soprattutto considerando che dopo l’andata dovrà esserci un ritorno.
Il malcapitato motociclista che cercasse il presidio della Guardia di Finanza presso la Stazione Marittima s’imbatterebbe nel Primo Nucleo, su fronte strada, per venire a sapere che a occuparsi della faccenda è il Secondo Nucleo che sta al secondo piano dell’edificio di fronte. Qui il malcapitato motociclista verrebbe avvisato che in realtà il Secondo Nucleo della GdF è nell’edificio accanto, al terzo piano. Dove, effettivamente, l’ufficio si trova.
Il malcapitato motociclista, a questo punto in compagnia di altri malcapitati motociclisti (e naturalmente motociliste), mostrerà i documenti a chi glieli chiederà e attenderà il proprio turno per ricevere il foglio che gli/le darà il diritto di ritirare presso il Molo Pisacane (a un chilometro di distanza) il proprio mezzo. Una volta ricevuto il lasciapassare, ammesso che i documenti siano a posto, sarà avvertito che la contravvenzione arriverà a casa.
Il malcapitato motociclista che tornasse al Molo Pisacane con il sudato salvacondotto sarà accolto dalla richiesta di versare 75 euro per i costi di rimozione e sosta (nel caso di una sola notte). E gli sembrerebbe davvero una cosa rimarchevole venire a conoscenza del fatto che a chiamare le fiamme gialle con la richiesta di rimozione siano stati proprio i parcheggiatori delle auto che però motorini e moto non prendono in custodia…