Napoli accelera sul quantum computing: accordo tra Classiq e Tea Tek per un hub europeo

109
in foto Felice Granisso

Il salto quantico dell’Italia: Classiq e TEA TEK Group annunciano una partnership storica per rafforzare uno dei più ambiziosi hub europei del quantum computing a Napoli

Napoli si candida a diventare uno dei principali poli europei del quantum computing. È questo l’obiettivo della partnership strategica annunciata da Classiq, azienda leader nel software per il calcolo quantistico, e Tea Tek Group, gruppo tecnologico italiano impegnato nello sviluppo di infrastrutture innovative. L’accordo, definito multimilionario, prevede la realizzazione nel capoluogo campano di un hub dedicato alla ricerca, allo sviluppo e ai servizi avanzati nel settore delle tecnologie quantistiche.

Il progetto sorgerà nell’area dell’ex Whirlpool e punta a consolidare il ruolo della città nel panorama europeo dell’innovazione, mettendo insieme sotto un unico tetto hardware, software, ricerca applicata e servizi destinati a imprese, università e istituzioni.

Un hub quantistico con vocazione europea

La nuova infrastruttura integrerà l’hardware quantistico con la piattaforma software sviluppata da Classiq, creando un ambiente completo per la progettazione e l’esecuzione di applicazioni quantistiche.

La soluzione tecnologica adottata sarà la stessa utilizzata dal laboratorio Quantum Computing Napoli dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, guidato dal professor Giuseppe Tafuri, ma con una capacità estesa fino a 128 qubit.

L’obiettivo è favorire la collaborazione tra mondo accademico e industria, consentendo a ricercatori, sviluppatori, imprese e pubbliche amministrazioni di progettare, testare ed eseguire programmi quantistici attraverso un unico ecosistema operativo gestito da Napoli.

Servizi attivi entro il 2026

L’avvio dei servizi è previsto entro la fine del 2026. Nel frattempo i partner completeranno l’integrazione del computer quantistico nella piattaforma di Classiq.

Tea Tek Group gestirà una piattaforma potenziata dall’intelligenza artificiale e dotata di strumenti per la gestione degli utenti e l’allocazione delle risorse, con l’obiettivo di operare come fornitore di servizi di Quantum as a Service (QaaS).

Secondo i promotori, l’hub napoletano non sarà una semplice infrastruttura locale, ma una piattaforma pensata per servire il mercato europeo, con attività che spaziano dalla ricerca applicata alla formazione, fino ai servizi commerciali destinati alle aziende.

Le dichiarazioni

“Questa partnership rappresenta una tappa significativa non solo per Classiq e Tea Tek Group, ma per l’intero percorso volto a trasformare il quantum computing in una capacità concreta e accessibile a livello nazionale e regionale”, ha dichiarato Nir Minerbi, co-founder e ceo di Classiq.

“Tea Tek Group sta costruendo a Napoli un hub quantistico strategico per l’Italia e per l’Europa, e Classiq è orgogliosa di fornire la piattaforma software, i programmi di formazione, le capacità di automazione e le basi tecnologiche necessarie per rendere questa visione operativa e scalabile”.

Per Felice Granisso, ceo di Tea Tek Group, “Napoli dispone del talento, delle infrastrutture e dell’ambizione necessari per collocarsi al centro del futuro quantistico europeo”.

Granisso ha sottolineato come il modello QaaS consentirà ad aziende, istituzioni finanziarie, organizzazioni farmaceutiche e centri di ricerca di accedere alle tecnologie quantistiche senza dover sostenere gli elevati investimenti necessari per realizzare infrastrutture proprietarie.

Dalla ricerca al mercato

La collaborazione tra Classiq e Tea Tek punta a creare un ecosistema completo che unisce software quantistico, integrazione hardware, sviluppo di applicazioni e gestione dei servizi.

L’accordo rafforza inoltre la presenza di Classiq in Italia e in Europa. L’azienda ha già ottenuto investimenti da Cdp Venture Capital e dall’European Innovation Council e continua ad ampliare il proprio ruolo nello sviluppo delle infrastrutture quantistiche del continente.

Per i partner, il progetto rappresenta uno dei segnali più concreti della maturazione dell’ecosistema quantistico europeo, sempre più orientato verso infrastrutture operative e modelli di business sostenibili.