Napoli, Clinica Mediterranea: inaugurata la prima sala “ibrida” della Campania. Servirà a curare le aritmie

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In foto Giuseppe De Martino nel corso dell'intervento eseguito nella sala ibrida per le aritmie cardiache appena inaugurata alla Clinica Mediterranea

Vi possono lavorare contemporaneamente cardiochirurghi, emodinamisti ed elettrofisiologi: è la nuova sala “ibrida” per la cura delle aritmie cardiache, inaugurata alla Clinica Mediterranea di Napoli. “Una sala realizzata – spiega Giuseppe De Martino, responsabile dell’Unità operativa per la cura delle aritmie e dello scompenso cardiaco – per gestire con maggiore efficacia quelle aritmie che non possono essere risolte con gli interventi tradizionali che solitamente l’aritmologo effettua nel laboratorio di elettrofisiologia. La nostra sala ibrida è la prima ed unica del suo genere in Campania. Si tratta di una vera e propria “fusione” fra una sala operatoria di cardiochirurgia ed un laboratorio di elettrofisiologia e di emodinamica. In questo modo, una equipe multispecialistica, formata da aritmologi, cardiochirurghi ed emodinamisti, può effettuare particolari interventi, definiti “ibridi” che consentono di raggiungere le cellule cardiache impazzite che causano le aritmie sia dall’interno attraverso le vene e le arterie, come già avveniva in passato, sia dall’esterno, attraverso dei piccoli tagli sul torace”.
La sala è stata inaugurata lunedì scorso e mercoledì ha accolto in urgenza il primo paziente, un anziano di 94 anni affetto da scompenso cardiaco e da tempeste aritmiche, ossia da una grave aritmia cardiaca ventricolare che non riusciva ad essere controllata dai farmaci. Il paziente era stato ricoverato presso una terapia intensiva di un ospedale campano e poi trasferito in urgenza alla Mediterranea poiché necessitava di un intervento da effettuare solo in sala ibrida e per tale motivo rifiutato dagli altri importanti nosocomi campani. Il paziente è stato operato dal team multidisciplinare della Mediterranea: Giuseppe De Martino, aritmologo, Carlo Briguori, emodinamista, e Luigi Marino, Marco Franciulli e Tommaso Lonobile, cardiochirurghi. Il delicato intervento è durato circa tre ore durante le quali l’equipe multidisciplinare si è alternata al tavolo operatorio. Nonostante la sua avanzatissima età e le precarie condizioni generali il paziente è stato guarito dalla sua aritmia e dopo tre giorni, è stato possibile dimetterlo in buone condizioni.
La sala “ibrida” è il frutto della forte volontà di innovazione introdotta in Mediterranea dopo l’inizio della partnership col gruppo sanitario Neuromed, da anni eccellenza nel modo sanitario italiano. “Grazie alla nuova sala ibrida ed al lavoro di squadra che abbiamo costruito in Mediterranea – conclude De Martino – oggi la nostra struttura si candida come punto di riferimento regionale per la cura di quei casi di aritmia e scompenso cardiaco più complessi e che prima venivano trasferiti ai principali nosocomi del Nord Italia”.