Napoli, Comune alle strette per il caso delle cappelle sequestrate

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“Assessore Sardu, la preghiamo, ci risponda almeno una volta!”. È l’appello dei delegati campani di EFI e del nascente comitato degli ex concessionari delle cappelle che il Comune di Napoli lo scorso autunno ha acquisito al patrimonio in seguito a una sentenza del Consiglio di Stato. “Abbiamo inviato una lettera – spiega l’avvocato Giovanni Rubinacci, che rappresenta gli ex proprietari delle cappelle acquisite al patrimonio dal Comune – sperando che stavolta l’assessore Sardu ci dia un minimo di considerazione. Purtroppo non abbiamo un interlocutore istituzionale da troppo tempo. L’ultimo silenzio è insopportabile: abbiamo chiesto all’assessore di intervenire, confermarci che la Direzione Cimiteriale non intenda forzare le serrature delle cappelle dove ancora riposano i defunti dei cari estinti, senza avviso alcuno. Abbiamo chiesto di sederci a un tavolo in quanto tutti abbiamo la stessa identica volontà di ripristinare la legalità nel cimitero di Poggioreale”. “Inoltre – continua Rubinacci – non esiste alcun regolamento o legge né di polizia mortuaria né statale che permette al Comune di negare l’accesso alle cappelle acquisite da parte dei cari che ancora hanno i defunti lì. È un atteggiamento arbitrario e vessatorio che va contro il diritto incondizionato alla libertà di culto”. “Abbiamo scritto all’assessore Sardu – continua Rubinacci -che, visti i particolari sentimenti coinvolti nella vicenda, eventuali azioni di esecuzione forzata intraprese dall’amministrazione, richiedano l’adozione di una preventiva comunicazione formale ai singoli utilizzatori al fine di regolamentare, in conformità al volere della Giunta (con Ordine del Giorno del consigliere Santoro in un consiglio di dicembre approvato dalla maggioranza del Consiglio Comunale), il libero esercizio del diritto di culto. Abbiamo scritto anche che le persone coinvolte in questa annosa vicenda che si sono rivolte al mio studio legale hanno una chiara volontà di collaborare con l’amministrazione al fine di ripristinare la legalità nel cimitero cittadino”. “Sono mesi – raccontano i delegati EFI capeggiati da Gennaro Tammaro – che denunciamo le criticità del settore cimiteriale napoletano, dalla sicurezza all’assurdo blocco dei carri funebri comunali ancora a deposito (come sottolineava in queste ore il consigliere comunale Moretto), dalla mancanza degli spazi per le affissioni funebri promessi anni addietro alla mancanza di cancelleria negli uffici preposti alle autorizzazioni (i nostri consociati hanno provveduto loro anziché l’amministrazione). Ogni volta abbiamo cercato il colloquio con l’amministrazione comunale e abbiamo avviato campagne stampa, ma mai e diciamo mai un cenno, un invito al dialogo da parte dell’assessore Sardu”.