Napoli, in Consiglio il piano di riequilibrio in 20 anni

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La relazione illustrativa dell’assessore al Bilancio e il dibattito generale sono stati al centro della prima parte dei lavori del Consiglio comunale, presieduto da Alessandro Fucito. L’assessore Enrico Panini ha illustrato la delibera che propone al Consiglio la fissazione della nuova durata, 20 anni, del piano di riequilibrio. “Va dato atto dell’impegno del governo, di tutti i gruppi parlamentari e delle commissioni per ottenere questo risultato, frutto di un impegno straordinario di attenzione alla situazione dei comuni in predissesto. Insieme a questo ringraziamento – ha detto Panini – va affermato con determinazione che queste norme hanno un luogo di origine a Napoli e nell’intenzione del sindaco che tra luglio e agosto ha avviato una discussione che ha posto all’attenzione politica la situazione dei comuni in predissesto. Insieme all’Anci siamo riusciti a costruire su questo una convergenza sui contenuti da inserire in legge finanziaria. Dentro questo percorso, però, fino all’ultimo non sono mancate le sorprese, all’interno del lavoro emendativo, con norme pensate per Napoli che hanno corso il rischio di non essere approvate in commissione. Questa discussione non si conclude comunque con l’approvazione della legge finanziaria, ma continuerà in un’alleanza di città del sud, come proposto al sindaco de Magistris dal sindaco di Catania”. Il dibattito successivo è stato aperto dalla consigliera Valente (Partito Democratico), che ha annunciato l’astensione del gruppo del Pd. “La scelta di oggi è impegnativa, e per questo sarebbe stato utile approfondirne i contenuti. Apprezzamento invece va ai ringraziamenti al Governo, magari esplicitando il ruolo determinante del Partito Democratico, un’assunzione di responsabilità del governo nei confronti della città rispetto al disastro causato da scelte sbagliate, puntualmente ribadite nella pronuncia della sezione regionale della corte dei conti. Non è una semplice adesione ad un’offerta, questa, e andrebbe spiegato lo spirito con cui si va a riformulare il piano. Le scelte fatte dal governo sono state fatte nell’interesse di Napoli, nonostante il clima ostile dell’amministrazione, con il comune che rischiava concretamente il dissesto finanziario che avrebbe avuto un peso rilevante sulla vita dei cittadini in senso di qualità dei servizi offerti”. Presieduto dal vice presidente Guangi, il Consiglio è proseguito con l’intervento del consigliere Rinaldi (Napoli in Comune a Sinistra) che ha rivolto una critica all’affermazione che il Governo avrebbe salvato Napoli: “Il primo impegno del programma elettorale di questa amministrazione è stato quello di evitare il dissesto finanziario della città, che ha ereditato un’amministrazione morta dopo vent’anni di governo democratico. Il Sindaco ha detto chiaramente dopo l’approvazione della norma di bilancio che il lavoro non è terminato, e va ricordato che la norma è stata approvata grazie ad un consenso ampio di tante forze politiche. Va intercettato un punto di vista comune che eviti lo scontro frontale e faccia ammettere che in questi sei anni si è lavorato per salvare la città. La norma in questione è frutto di una straordinaria collaborazione istituzionale tra chi ha la cultura di governo e ha deciso di sostenere tante città , tutte meridionali, in difficoltà”.