Napoli, De Luca scrive a Prefetto, Questore e Polizia Municipale: Ordinanza di De Magistris illegittima

48
In foto, da sinistra, Luigi de Magistris e Vincenzo De Luca

Il presidente della Giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca contesta l’ ordinanza del sindaco di Napoli Luigi De Magistris che ha autorizzato, dal 1 giugno, l’ apertura dei locali notturni fino alle 3.30 e la vendita di alcol da asporto fino alle 24, e chiede l’ intervento di Prefettura, Questura e Polizia Municipale “Tale provvedimento – scrive De Luca – e’ palesemente illegittimo, non soltanto per carenza di potere – in quanto assume a proprio presupposto una situazione di crisi epidemiologica che coinvolge l’intero territorio regionale e detta disposizioni i cui effetti si riverberano ben oltre i confini del territorio comunale – ma altresi’ e soprattutto per violazione di legge”. “In particolare – precisa il Governatore della Campania – per evidente violazione della norma di cui all’articolo 3, comma 2 del decreto-legge numero 19 del 2020, convertito con modificazioni dalla legge numero 35 del 2020, a tenore del quale ‘I Sindaci non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza in contrasto con le misure statali e regionali, ne’ eccedendo i limiti di oggetto di cui al comma 1′. La lettera e’ stata inviata per conoscenza al Ministro degli Interni ed all’ ANCI L’ordinanza del sindaco De Magistris (n.248 del 29 maggio 2020) – per De Luca – “reca prescrizioni in evidente contrasto con l’Ordinanza regionale n.53”. “In considerazione della espressa sanzione della inefficacia dei provvedimenti sindacali adottati in contrasto con le misure regionali vigenti – aggiunge il presidente della Giunta campana – sancita direttamente dalla richiamata disposizione di legge, si sollecitano gli Organi dello Stato, le Forze dell’Ordine, la Polizia Municipale a predisporre tempestivamente ogni misura volta a garantire il rispetto rigoroso dell’Ordinanza regionale da parte degli operatori coinvolti”. “Comportamenti diversi – conclude De Luca – configurerebbero, a tutta evidenza, omissioni rilevanti anche sul piano penale, oltre che in relazione agli aspetti di tutela sanitaria”.