Napoli, de Magistris: “No alla rozzezza della politica, siamo tutti clandestini”

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Lungo post su facebook in merito all’immigrazione da parte del sindaco Luigi de Magistris. “La rozzezza politica del leader della Lega Salvini che punta al respingimento totale e vuole impedire qualsiasi accoglienza; il presidente della Regione Lombardia Maroni – lo stesso che da Ministro dell’Interno sosteneva che i militari italiani dovessero aprire il fuoco contro i barconi della speranza – che insieme ai presidenti delle Regioni Veneto e Liguria mette in campo azioni per contrastare da un lato le istituzioni che praticano solidarietà e dall’altro favorire le comunità locali che respingono; il Governo che scarica sui Sindaci e le comunità locali – lasciandoli senza mezzi e soldi – emergenze e politiche di welfare; il Presidente del Consiglio che propone all’Europa di disporre azioni militari contro i barconi al momento della partenza dalle coste libiche; l’Europa approssimativa e assente come sempre; Papa Francesco che cerca di illuminare le coscienze dalle tenebre della rozzezza culturale e politica; molti Sindaci, soprattutto del Sud, che aprono le porte per accogliere; tantissima solidarietà dalla gente, dalle associazioni, dal popolo, soprattutto nel Sud del nostro Paese“, scrive. “I migranti non sono non-persone. Non sono scarti del consumismo. I confini della terra non valgono in questi casi. Siamo tutti legittimi o tutti clandestini. 100 anni fa italiani, soprattutto meridionali, si recarono negli Stati Uniti, non furono accolti bene all’inizio, furono bollati anche come negroidi. Oggi New York non sarebbe la prima città del mondo, dove si parlano 200 lingue, senza quei migranti. Oggi sindaci, governatori, vertici di istituzioni sono di origine meridionale. Le porte del cuore e dei luoghi vanno aperte, abbattuti i pregiudizi dell’odio e dell’indifferenza. Poi vengono le questioni economiche. Con i soldi dei bombardamenti Nato dall’Italia verso la Libia avremmo potuto realizzare luoghi ed edifici per risolvere gran parte delle emergenze abitative dei nostri territori. Gli immigrati rappresentano rischi ed opportunità, come tutti gli esseri umani. Diritti e doveri per tutti. Prima di tutto però dobbiamo salvare le vite umane. Se guardi negli occhi un naufrago o un migrante alla fine del viaggio hai una sola alternativa: o apri le porte o hai smarrito l’umanità. Il resto viene dopo. Prima non devi essere complice di un genocidio e poi ti poni il tema della convivenza. Proviamo a costruire, dai nostri territori, un mondo senza mura e confini, senza paura, in cui la differenza e’ una ricchezza: culturale, sociale ed economica. Il Mediterraneo non può avere confini, e’ il mare nostro, mare di pace e di bellezza. Basta sangue. Non può essere il mare dello sterminio del terzo millennio“, conclude.