Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 4.7 ha colpito l’area dei Campi Flegrei alle 19:46. Secondo l’Ingv, il sisma si è originato a una profondità di 3 chilometri ed è il più intenso registrato da quando il bradisismo è tornato a interessare la zona di Pozzuoli, oltre che il più forte degli ultimi quarant’anni.
Il terremoto è stato avvertito con chiarezza anche a Napoli, dove molte persone hanno lasciato le proprie abitazioni e si sono riversate in strada per la paura. Il bilancio parla di dieci feriti lievi, mentre in diversi quartieri della città si sono verificati blackout. La circolazione ferroviaria è stata sospesa sull’intero nodo di Napoli, compresa la linea Alta Velocità, per permettere i controlli tecnici sulle infrastrutture.
Subito dopo la scossa, il prefetto di Napoli Michele di Bari ha contattato i sindaci di Pozzuoli e Bacoli e ha convocato il Centro coordinamento soccorsi per fare il punto sulla situazione sia nell’area flegrea sia nel capoluogo, dove il terremoto è stato percepito in modo particolarmente netto.
Tra i danni si registra il crollo parziale di un traliccio dell’alta tensione nella zona di Agnano, al confine tra Napoli e Pozzuoli. L’impianto è considerato strategico per l’alimentazione elettrica della città. I tecnici di E-Distribuzione sono intervenuti subito per affrontare l’emergenza e hanno ripristinato il servizio per gran parte delle utenze interessate attraverso la rete secondaria delle cabine elettriche.
Per assistere la popolazione è stata inoltre attivata l’area di accoglienza di via Terracina.
La sequenza sismica è proseguita anche in serata. Alle 22 l’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv ha rilevato una seconda scossa di magnitudo 3.8, con epicentro nel golfo di Pozzuoli e ipocentro a 3 chilometri di profondità. Anche questo evento è stato distintamente avvertito nei comuni dei Campi Flegrei e nella città di Napoli, alimentando la preoccupazione tra i residenti.





































