Napoli, “Giù le mani da San Gennaro”. I cittadini contro il decreto Alfano

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Parte da Facebook la mobilitazione di associazioni e cittadini contro l’ingresso della Curia nella Deputazione di San Gennaro. Si chiama “Giù le mani dal Patrono” l’evento lanciato sul social network per sabato pomeriggio in Duomo. Al momento ha già raggiunto 1200 adesioni. Bersaglio è il decreto del ministro degli Interni Angelino Alfano che consente l’ingresso di rappresentanti della Curia nella Deputazione, l’organismo laico dal 1601 titolare delle reliquie e dell’ingente patrimonio di donazioni fatte al Patrono. I promotori annunciano di voler entrare in cattedrale alle 15.30, per poi apporre sul cancello della cappella del Tesoro dei fiocchi bianchi simili al fazzoletto che uno dei componenti della Deputazione sventola per annunciare la liquefazione del sangue di San Gennaro. “Il ministro Angelino Alfano – scrivono gli organizzatori su Fb – si appresta a compiere un autentico sopruso ai danni del popolo napoletano. La Deputazione di San Gennaro, l’organo Laico che da mezzo millennio si prende cura del Santo per conto dei napoletani, sta per essere scalzata dalla Curia e dal Cardinale Crescenzio Sepe”. La Deputazione, composta da discendenti delle famiglie nobili della città e presieduta dal sindaco di Napoli, ha già annunciato un ricorso al Tar contro la decisione del Viminale. De Magistris ha già fatto sapere di essere contrario alla strada intrapresa dal Viminale: “Mi impegnerò per fare i necessari passi giuridici, amministrativi e istituzionali affinché non ci siano strappi e si continui a lavorare per aprire una nuova fase, ma senza snaturare la storia che ci ha consegnato San Gennaro”, ha dichiarato il primo cittadino. Nel ciclone delle polemiche finisce anche il cardinale Crescenzio Sepe. Il delegato per gli Affari legali dell’organismo, Riccardo Imperiali di Francavilla, in una intervista al Mattino attacca duramente il prelato. “Questa vicenda – dice – rappresenta solo l’ennesimo tentativo del cardinale di impossessarsi della Deputazione e delle reliquie di San Gennaro”. Accuse già respinte nei giorni scorsi dalla Curia.