Napoli, i tributaristi contro l’inasprimento delle sanzioni fiscali: Inutili contro l’evasione

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L’inasprimento delle sanzioni è una “strada sbagliata” per recuperare l’evasione. Lo ha detto il presidente dell’Unione nazionale delle Camere degli avvocati tributaristi, Antonio Damascelli, nella sua relazione al sesto congresso di Uncat in corso a Napoli. “Già la legge sulle manette agli evasori (L. 516/82) si risolse in un intasamento degli uffici giudiziari né miglior sorte ha avuto l’attuale decreto 74/2000 – ha rilevato – senza omettere di considerare che l’innalzamento delle soglie è spessissimo provocato dall’utilizzo delle presunzioni e dagli accertamenti induttivi, a scapito ovviamente di coloro che incappano in problematiche di interpretazione della legge”. Le iniziative anti-evasione previste dalla legge di Bilancio “non potranno produrre gli effetti sperati se si utilizza la sola leva fiscale e non si agisce sulla crescita” e la strada urgente, secondo gli avvocati tributaristi, sarebbe, invece, quella di istituire un “circuito virtuoso mediante una legislazione stabile nel tempo”.
Approvare una riforma della Giustizia tributaria, “secondo le linee predisposte da Uncat, approvate dal Congresso Forense, e riprese da diversi progetti di legge presentati in Parlamento”. È quanto torna a chiedere Antonio Damascelli, presidente dell’Unione nazionale delle Camere degli avvocati tributaristi, nella sua relazione al sesto congresso di Uncat in corso a Napoli. Gli avvocati tributaristi ribadiscono “l’assoluta contrarietà” alla proposta avanzata dalla Corte dei Conti di assegnare alla magistratura contabile la competenza in materia tributaria e, inoltre, chiedono che vengano superate le “aporie nel processo tributario telematico”, ormai obbligatorio e realizzati “massimari di qualità per una maggiore conoscibilità e prevedibilità della giurisprudenza fiscale di merito”.