Napoli, il Sud e il 2023: i problemi sempre tutti lì

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Riproponiamo l’articolo di Ermanno Corsi apparso sul Roma di martedì 27 dicembre all’interno della rubrica Spigolature

di Ermanno Corsi

Cadono i fogli del calendario, il tempo non rallenta la velocità, ma dopo i giorni dell’euforia i problemi prendono voce per ricordarci che continuano a stare sempre dov’erano, in attesa di soluzioni da anni annunciate. L’aspettativa si concentra su Palazzo Chigi e il nuovo Governo ora nel pieno della legittimità costituzionale dopo il si’ di Camera e Senato (qui 107 a favore,69 no,1 astenuto). Nella fase conclusiva, 22 senatori erano assenti. Sarebbe interessante sapere perché. Tutti in missione o in malattia? Un sondaggio, primo del ‘23, dice che “Fratelli d’Italia” (Giorgia Meloni premier da 70 giorni), è sotto il 30 per cento. Non si comprende, allora, perchè la premier debba affermare continuamente che con i suoi alleati “non ha problemi” e che di loro “si fida”. Qualche timore perché Putin, aggressore dell’Ucraina, ha fatto gli auguri a Biden, Macron, Scholz e per l’Italia solo a Berlusconi?

EMERGENZE E RISORSE. Guardando il Bilancio, non pochi osservatori sostengono che al 70 per cento è draghiano e al 30 meloniano. Si sottolinea che sono stati centrati 55 obiettivi del Pnrr, che si è acquisita fiducia di Confindustria, mercati e sedi europee. Dei 40 miliardi investibili,21 sono per l’energia. Invece i 5,5 del fondo sviluppo e coesione, previsti per la Campania, restano bloccati “senza che nessuno, dalle parti del Governo, se ne stia rendendo conto”, stigmatizza il governatore De Luca. A sua volta Salvini parla delle opere Anas e rileva di averne trovate 117 ferme da anni. ”Nei prossimi giorni, assicura, ne sbloccheremo più di 20 per 4 miliardi”. Tuttavia per il Sud un nuovo allarme: tradito il vincolo del 34 per cento. Nell’ ultimo biennio i conti territoriali e gli investimenti sono diminuiti di 3 punti con la Campania ultima nella ripartizione dei fondi per abitante: 20.088 euro al Centronord, 15.703 al Sud. Anno nuovo, divario antico.

NAPOLI TRA ALLEGRIA E AFFANNI. Fuochi d’artificio all’arrivo del ’23, ma “fuochi di gioia” già molto prima quando si registrava che non meno di 300 milioni provenivano da un afflusso di turisti e visitatori mai visto (fiumi umani sul lungomare dal Molosiglio a Mergellina, a Toledo e nel centro antico con i decumani straripati). Folla nei musei e a palazzo reale. Musica protagonista per oltre 50 mila in piazza Plebiscito e non meno per i palchi a via Caracciolo. Esultano Comune e commercianti. Ora però, archiviata la festosità, tornano in primo piano emergenze e problemi.

TURISMO E TRASPORTI. Il sindaco Manfredi ammette che a Napoli la qualità della vita non è delle migliori. Perchè non dare la parola ai turisti e sentire da loro che cosa, soprattutto, non funziona? Apposite cassette potrebbero essere allestite in punti strategici come Capodichino, la Stazione di piazza Garibaldi, il Beverello. Ogni visitatore che va via potrebbe deporvi un pensiero. Molte segnalazioni riguarderebbero il traffico. L’assessore Cosenza promette interventi, mentre Antonio Coppola, direttore Aci, cònstata che cittadini e turisti restano spesso in balia di vertenze sindacali che “tengono sotto scacco la mobilità fino alla paralisi”.

MATTARELLA E IL CIVISMO. ”La Repubblica, dice il Capo dello Stato, è di chi paga le tasse”. L’evasione? C’è quella grande che deve impegnare di più le forze di controllo. Ma c’è anche quella piccola al cui contrasto ciascuno di noi può dare una mano. Per esempio: per ogni acquisto che facciamo, chiediamo lo scontrino. Se il negoziante dice che non può perchè “una improvvisa mancanza di corrente ha bloccato il registratore di cassa”, ognuno di noi può comportarsi cosi: ”Bè, allora non ti pago”. Quasi sicuramente vedremmo come all’improvviso rispunterebbe la corrente…Sarebbe una bella lezione di “civica educazione”.

IL VESCOVO E L’AURORA. Monsignor Domenico Battaglia invita a “non attendere la fatidica fine della nottata” (anche Eduardo diceva che non passa mai) “ma a scorgere i tanti segnali di luce che non mancano e da cui occorre ripartire per accogliere tutti insieme l’arrivo dell’aurora” (quasi un bellissimo richiamo alla “aurora di bianco vestita che già l’uscio dischiude al gran sol”: così la celebre “Mattinata” del napoletano Leoncavallo di cui Enrico Caruso fu primo interprete all’alba del Novecento).