Napoli, la comunità ebraica contro l’assessore De Majo: Paragonò i sionisti ai nazisti

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In foto Eleonora de Majo

Fino a ieri la sua nomina ad assessore alla Cultura del Comune di Napoli aveva fatto discutere più per le reazioni amareggiate della intellighentia partenopea, mobilitatasi attorno al suo predecessore Nino Daniele, che per altro. Oggi, Eleonora De Majo, classe 1988 e una laurea in Filosofia, da ieri assessore alla Cultura e al Turismo della giunta de Magistris, si ritrova al centro di una durissima presa di posizione della comunità ebraica di Napoli che non ha dimenticato le sue parole nei confronti di Israele. D’altronde la battagliera consigliera comunale di Dema espressione dei centri sociali, non si è mai preoccupata troppo delle forme puntando sempre dritto al bersaglio dei suoi avversari politici. ‘Te la diamo noi una lezione bastardo’ scriveva su Facebook rivolgendosi a Matteo Salvini nel febbraio del 2017 due giorni prima dell’arrivo a Napoli del leader della Lega in una giornata che si trasformò in un sabato di passione per la città con tafferugli e disordini tra manifestanti e polizia. Proprio Salvini, nel corso di un appuntamento della settimana scorsa, aveva ricordato l’episodio polemizzando con la nomina ormai prossima dell’assessore. Ma il fendente più duro per Eleonora de Majo non è arrivato dagli avversari politici quanto dalla Comunità ebraica di Napoli che oggi ha espresso “il proprio sconcerto e preoccupazione” per la sua nomina. “De Majo – si legge nella nota – aveva affermato che il “sionismo è nazismo”, paragonato l’allora premier israeliano Netanyahu a Hitler, definito il governo israeliano “un manipolo di assassini” e gli israeliani “porci, accecati dall’odio, negazionisti e traditori finanche della vostra stessa tragedia”, riducendo il numero degli ebrei assassinati nella Shoà a 4 milioni”. “Giudizi tanto superficiali – conclude la Comunità di Napoli – quanto offensivi per quegli ebrei che sono stati testimoni del più grande progetto di genocidio mai concepito”. Pronta la replica del neo assessore affidata alle agenzie: “Essere radicalmente critici verso l’apartheid che lo Stato di Israele pratica nei confronti del popolo Palestinese – spiega – non ha nulla a che fare con l’antisemitismo. Nello specifico questa, che periodicamente mi riguarda, è una polemica strumentale e fuori luogo che si riferisce al commento ad una dichiarazione in cui Netanyahu, nel lontano ottobre 2015, dichiarò all’assemblea delle nazioni unite che ‘Hitler non voleva sterminare gli ebrei ma solo espellerli’, dichiarazione che poi fu costretto a ritrattare. Intanto piuttosto che rispondere ad una polemica di quattro anni fa, vorrei mettermi a lavorare per la mia città a testa bassa e pancia a terra”. Nel pomeriggio è intervenuto anche il governatore campano Vincenzo De Luca esprimendo vicinanza alla Comunità Ebraica di Napoli.
“Essere radicalmente critici verso l’apartheid che lo stato di Israele pratica nei confronti del popolo Palestinese non ha nulla a che fare con l’antisemitismo. Nello specifico questa, che periodicamente mi riguarda, è una polemica strumentale e fuori luogo che si riferisce al commento ad una dichiarazione in cui Netanyahu, nel lontano ottobre 2015, dichiarò all’assemblea delle nazioni unite che “Hitler non voleva sterminare gli ebrei ma solo espellerli”, dichiarazione che poi fu costretto a ritrattare. Intanto piuttosto che rispondere ad una polemica di quattro anni fa, vorrei mettermi a lavorare per la mia città a testa bassa e pancia a terra”. Lo scrive in una nota la neo assessora alla Cultura del Comune di Napoli, Eleonora de Majo, rispondendo alla Comunità Ebraica di NAPOLI In una nota la comunità aveva espresso “il proprio sconcerto e preoccupazione nell’apprendere della nomina ad assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli della consigliera comunale Eleonora de Majo che, nel recente passato, aveva affermato che il ‘sionismo e’ nazismo, paragonando l’allora premier israeliano Netanyahu a Hitler, definito il governo israeliano “un manipolo di assassini” e gli israeliani “porci, accecati dall’odio, negazionisti e traditori finanche della vostra stessa tragedia”, riducendo il numero degli ebrei assassinati nella Shoà a 4 milioni”.