Napoli, l’assessore Panini: Il parere dei revisori non riguarda il rendiconto 2017

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in foto Enrico Panini, assessore al bilancio

“Il parere contrario del Collegio dei Revisori non si riferisce al rendiconto 2017, che ha indubbi segnali di miglioramento per la nostra situazione finanziaria, ma è riferito ad alcuni aspetti di gestione e in particolare fa riferimento al mancato adempimento ad alcune prescrizioni su cui siamo già al lavoro”. Lo ha detto all’Ansa l’assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Enrico Panini, interpellato sulla relazione del Collegio dei Revisori al rendiconto 2017 che domani sarà alla discussione del Consiglio. Panini, nel sottolineare che “leggi alla mano i revisori non sono chiamati ad esprimere pareri sul rendiconto, ma soltanto una relazione”, ha riferito che domani in aula l’amministrazione produrrà “un atto in cui una per una rispondiamo alle prescrizioni assumendone i relativi obblighi ad adempiere e individuando tappe intermedie di verifica che consentano ai revisori di poter verificare nei fatti quello che stiamo facendo”.
Tra le prescrizioni a cui l’amministrazione non ha adempiuto nello scorso anno, ad esempio, la realizzazione dell’inventario dell’ente e la predisposizione del regolamento finanziario. “Alcune cose – ha sottolineato l’esponente della Giunta de Magistris – le abbiamo già attuate. Nel bilancio 2018, nonostante il tema del Cr8 e altre questioni, abbiamo stanziato 200mila euro per l’acquisto del software per l’inventario del Comune così come richiesto dai revisori”. Rispetto ai ritardi ad adempiere alle prescrizioni del Collegio dei Revisori, Panini ha evidenziato che “il 2017 è stato un anno in cui siamo stati sulle montagne russe e che lavoriamo con 3mila dipendenti in meno rispetto al 2010 e mancano 110 dirigenti”. Panini ha escluso che domani in aula il bilancio consuntivo possa non essere approvato. “Il rendiconto – ha concluso – è straordinariamente positivo ed evidenzia che nel 2017 abbiamo prodotto un risparmio per 140 milioni di euro e incrementiamo le entrate di Tari, Imu e tassa di soggiorno”.