Napoli, Legambiente analizza otto parchi: cestini inutili, dovunque plastica, cicche e buste di patatine

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Ci sono gli onnipresenti e perpetui mozziconi di sigarette e ci sono i pezzi di plastica non identificabili e tanti sacchetti delle patatine. La piaga dei giardini pubblici napoletani è stata accertata da un monitoraggio di Legambiente presso 8 parchi pubblici nella città di Napoli (Parco di Scampia – Parco Ciro Esposito,Parco Massimo Troisi,Parco Mascagna, Parco Viviani, Villa Comunale, Parco Re Ladislao, Parco Attianese, Parco Mianella) .
Il dato di Legambiente è stato reso noto in occasione di di “Puliamo il mondo 2019”, che nel week end vede l’associazione impegnata, come accade da 27 anni, nella campagna per raccogliere rifiuti abbandonati e promuovere comportamenti sostenibili e rispettosi dell’ambiente. Un’ edizione che quest’anno prevede nella tre giorni la partecipazione in tutta la Campania di oltre 20mila volontari impegnati nel ripristino ambientale di oltre 200 aree.
La prevalenza di mozziconi di sigarette, pezzi di plastica non identificabili e tanti sacchetti delle patatine tra i rifiuti abbandonati nelle aree verde è stata accertata monitorando 8 parchi pubblici nella città di Napoli nei quali sono stati effettuati 8 transetti di monitoraggio di 100 metri quadri ciascuno, per un totale di 800 metri quadri. I parchi campione sono frequentati principalmente da bambini e ragazzi, famiglie, anziani e sportivi. E dire che l’indagine ha verificato che i cestini per la raccolta dei rifiuti sono presenti in tutti 8 monitorati: ma anche dove sono presenti, solo nel 37,5% dei casi (3 su 8) sono predisposti per la differenziazione dei rifiuti secondo materiali. Purtroppo se i sacchetti di patatine finiscono per terra è colpa anche di cestini che non sono coperti e visto che il vento è una delle maggiori cause della dispersione nell’ambiente, nel monitoraggio è stata riportata la presenza o meno di chiusura o copertura dei cestini presenti: solo in 4 parchi su 8 (50%) è presente questa caratteristica utile a prevenire la dispersione di materiale. Ma c’è un altro dato che lascia pensare che il vento c’entri poco e che i rifiuti siano colpevolmente abbandonati: nel 37,5% dei parchi (3 su 8) sono state notate zone di accumulo, per lo più sotto o nelle vicinanze di panchine , in presenza di cestini strabordanti, tra siepi o cespugli e in alcuni casi nell’ area giochi per i bambini.
Complessivamente sono 928 rifiuti raccolti e catalogati negli 8 transetti eseguiti su 8 parchi nella città di Napoli, circa 1,6 rifiuti ogni metro quadrato monitorato. Tra i diversi parchi monitorati il più alto numero di rifiuti raccolti è stato individuato nel Parco Attianese( quartiere Pianura) con 269 rifiuti pari al 29% del totale, seguito dal Parco della Mianella(quartiere Miano) con 239 rifiuti raccolti (25,8%) e dal Parco Massimo Troisi (San Giovanni a Teduccio) con 220 pari al 23,7%. Entrando nel dettaglio dei rifiuti rinvenuti, a farla da padrone i mozziconi di sigarette che rappresentano il 35% dei rifiuti raccolti, seguiti da pezzi non identificabili di plastica (10,6%) e sacchetti di patatine, dolciumi e caramelle rappresentano circa il 9,2% dei rifiuti totali rinvenuti nei parchi di Napoli. Per quanto riguarda i mozziconi di sigarette, il parco in cui sono stati monitorati in maggior numero è il parco Attianese, con 200 mozziconi trovati in 100 m2. Il maggio numero di sacchetti di patatine, dolciumi e caramelle monitorati Parco Mianella con 25 sacchetti.

Se i mozziconi di sigaretta la fanno da padrona, più in generale i rifiuti assimilabili al settore del “fumo” (come accendini, pacchetti di sigarette e tabacco e involucri di plastica dei pacchetti) rappresentano il 36,4% dei rifiuti raccolti. Le altre due categorie maggiormente presenti tra i rifiuti rinvenuti sono quelli degli imballaggi con il 24% (per la maggior parte alimentari come pacchetti di dolci e patatine )e quella dei prodotti usa e getta con il 22,3% (tappi e coperchi in plastica e metallo buste e sacchetti, fazzoletti e tovaglioli , bicchieri di plastica

“Monitoraggi come questi mostrano quanto ci sia ancora bisogno di campagne come “Puliamo il mondo- commentato Francesca Ferro, direttore Legambiente Campania- perché nonostante i progressi fatti su tanti fronti, le buone pratiche vanno implementate e c’è ancora parecchio da fare rispetto alle politiche, alle leggi e alla loro applicazione, e per la sensibilizzazione. Basti pensare ai mozziconi di sigaretta che lastricano le strade o ai materiali ingombranti abbandonati in aree verdi e ai lati delle strade, che diventano discariche a cielo aperto con tutti i rischi di quello che comportano per l’ambiente e, in definitiva, per la salute. “Puliamo il Mondo”, insomma, è una battaglia di civiltà.”

Appuntamento centrale di Puliamo il Mondo con diretta Rai 3 ore 8,30 domenica 22 settembre a Napoli, nel quartiere San Giovanni a Teduccio, dove l’iniziativa è organizzata in collaborazione con la Fondazione Famiglia di Maria e prevede la pulizia del piazzale antistante la Fondazione, che pochi giorni fa è stata vittima di un vile atto intimidatorio: contro il portone d’ingresso sono stati esplosi, infatti, alcuni colpi d’arma da fuoco. Un’iniziativa di pulizia concreta e di corresponsabilità insieme ai tanti cittadini nel quartiere, le scuole del territorio, dei volontari e operatori della Fondazione Famiglia di Maria, di Libera, dei ragazzi del Teatro Nest per ribadire che insieme proseguiremo con più forza a realizzare il percorso di cambiamento in quel territorio e contribuire ad una nuova stagione che nessun proiettile, nessuna intimidazione potrà fermare