Napoli, Maresca: I simboli di partito vengono dopo i programmi. Vergognarsi di Salvini? Chiedetelo al Pd che governa con lui

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In foto Catello Maresca

“I simboli di partito? Oggi non è un problema mio, a me interessa ragionare di programmi e di progetti, delle cose che la gente vuole”. Così Catello Maresca, candidato sindaco di Napoli, rispondendo a una domanda sulla natura civica della sua candidatura e sulla presenza o meno dei simboli dei partiti di centrodestra nella sua coalizione. Tornando sulla frase “ce ne fottiamo dei simboli” pronunciata durante un comizio nel quartiere Ponticelli, Maresca ha detto: “Molti hanno enfatizzato il mio naturale utilizzo della mia lingua madre, del napoletano, in una piazza popolare e popolosa come quella di Ponticelli, ma significa che a me non interessa parlare di queste cose. A me non interessa parlare dei simboli, lo decideremo insieme quando si sarà deciso tutto il resto e quando avremo trovato le convergenze sui programmi e capito la squadra da chi dovrà essere rappresentata. Oggi non è un mio problema”. Maresca ha ricordato che “c’è un tavolo nazionale che sta ragionando, ma penso che debba prima di tutto scegliere se venire a confrontarsi sui programmi con un progetto, quello del gruppo civico che rappresento. Parlare oggi dei simboli mi sembra un modello non corretto, parliamo di programmi, dei contenuti, delle squadre. Poi ci sarà eventualmente anche il momento in cui parlarne, l’importante è che la proiezione naturalmente autenticamente civica sia quella messa al centro. Napoli e i napoletani devono essere al centro”.
“Vergognarsi non credo sia un termine da usare in politica. Chiedetelo al Pd, che governa con questi partiti, qual è l’atteggiamento da tenere”. Lo ha detto Catello Maresca, candidato sindaco con una coalizione civica sulla quale potrebbero confluire i partiti del centrodestra, commentando quanto dichiarato dal segretario metropolitano del Pd di Napoli Marco Sarracino secondo cui Maresca “si vergogna di Salvini e del suo simbolo”. Maresca ha ricordato che “ora c’è un Governo nazionale con tutti i partiti o quasi nella stessa coalizione, quindi non è un problema mio. Io non mi vergogno, non mi sono vergognato quasi di nulla nella mia vita”.