Il mercato immobiliare napoletano continua a mostrare segnali di solidità. Dopo un 2025 chiuso con un incremento delle compravendite residenziali, anche il primo semestre del 2026 conferma una crescita dei valori delle abitazioni e un miglioramento degli indicatori di liquidità, nonostante un lieve rallentamento della domanda. È quanto emerge dal secondo Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2026 di Nomisma.
Secondo l’analisi, nel primo semestre dell’anno l’Indice di performance del mercato della compravendita residenziale registra una leggera frenata, pur mantenendosi su livelli superiori alla media dei principali mercati italiani monitorati da Nomisma. A incidere è soprattutto una minore intensità della domanda e una dinamica delle compravendite meno sostenuta.
Il mercato residenziale
Il 2025 si è concluso con 8.031 compravendite residenziali, pari a un incremento del 3% rispetto al 2024. Sebbene il volume degli scambi resti inferiore al massimo raggiunto nel 2022, il mercato continua a rafforzarsi. La tendenza trova conferma anche nei dati del primo trimestre 2026, che fanno registrare 2.087 transazioni, in aumento del 5,3% su base annua secondo l’Agenzia delle Entrate.
L’andamento degli scambi continua a sostenere i valori immobiliari. Nel primo semestre del 2026 i prezzi delle abitazioni nuove o ristrutturate crescono dell’1,4% rispetto al semestre precedente, mentre quelli delle abitazioni usate aumentano dell’1,3%, con gli incrementi più consistenti nelle zone centrali della città.
Migliorano anche gli indicatori che misurano la velocità del mercato. I tempi medi di vendita scendono a 4 mesi per gli immobili nuovi o ristrutturati e a 4,8 mesi per quelli usati. Si riduce inoltre lo sconto medio applicato rispetto al prezzo richiesto, che si attesta al 5,8% per le abitazioni nuove o riqualificate e al 10,5% per quelle usate.
Locazioni in crescita
Prosegue anche la fase positiva del mercato degli affitti. I canoni aumentano del 3,9% rispetto a un anno fa e del 2,5% sul semestre precedente, con rialzi più marcati nelle aree centrali e periferiche.
I tempi medi necessari per affittare un immobile restano contenuti, pari a 2,2 mesi, mentre il rendimento lordo da locazione si mantiene stabile al 5,3%.
Uffici e immobili commerciali
Nel comparto direzionale, invece, il 2025 evidenzia un rallentamento. Le compravendite diminuiscono del 9,3% rispetto all’anno precedente e i prezzi registrano una lieve flessione dell’1,6% nel semestre.
I tempi medi di vendita si attestano a 5,5 mesi, con uno sconto medio stabile al 12%. Sul fronte delle locazioni, i canoni rimangono sostanzialmente invariati, mentre i tempi di assorbimento sono pari a 4,1 mesi. Sale invece il rendimento lordo, che raggiunge il 5,7%, il valore più elevato registrato dalla serie storica dal 2008.
Più dinamico il segmento degli immobili commerciali. Nel 2025 le compravendite hanno raggiunto 923 unità, il dato più alto degli ultimi vent’anni.
Nel primo semestre del 2026 i prezzi segnano una lieve diminuzione (-1,4%), ma gli indicatori di mercato restano positivi. I tempi medi di vendita si riducono a 5,3 mesi e lo sconto medio sul prezzo richiesto scende al 10,5%, entrambi ai livelli più bassi della serie storica.
Nel mercato delle locazioni commerciali i canoni crescono nelle aree centrali e semicentrali, mentre risultano in diminuzione nelle zone periferiche. I tempi di assorbimento si attestano a 3,5 mesi e il rendimento lordo raggiunge il 7,2%.
Le previsioni per il secondo semestre
Per la seconda parte del 2026 gli operatori del settore prevedono un ulteriore incremento sia dei prezzi delle abitazioni sia dei canoni di locazione. Sul fronte dell’attività di mercato, le aspettative indicano un possibile aumento del numero dei contratti di affitto, mentre il volume delle compravendite dovrebbe mantenersi sostanzialmente stabile.






































