Napoli, mille in piazza contro la povertà educativa e le politiche repressive

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Fonte foto: Pagina Fb Cgil Napoli e Campania

Un ragazzo che cade rappresenta il fallimento di un’intera comunità, che ha il dovere di piegarsi per rimetterlo in piedi. È questo il fulcro morale intorno a cui è ruotato il grande corteo che ha attraversato Napoli, unendo in un’unica voce circa mille persone decise a chiedere interventi strutturali contro l’abbandono scolastico, la povertà educativa e il malessere dei ragazzi. La manifestazione, partita da piazza Garibaldi e diretta al Duomo, si è mossa dietro lo striscione “Liberiamo Napoli dalle violenze. Stop the war”, colorandosi con i vessilli di Libera, dell’Anpi, della pace e dei sindacati Cgil e Uil.
L’arcivescovo Mimmo Battaglia, promotore in prima linea di questo movimento che punta a creare una rete solida tra istituzioni, scuole, terzo settore e cittadinanza, ha espresso con forza il senso della mobilitazione durante il tragitto. Il prelato ha sottolineato che il capoluogo campano non necessita di navigatori solitari, ma di patti educativi stringenti. Un appello condiviso e sottoscritto da più di 150 realtà tra associazioni, intellettuali, artisti e semplici cittadini.
Il corteo dal forte sapore popolare ha visto una massiccia partecipazione anche della politica e dei referenti civici. Lungo le strade partenopee hanno sfilato la vicesindaca Laura Lieto, l’assessore comunale Valerio Di Pietro, l’assessore regionale alle Politiche sociali e alla Scuola Andrea Morniroli, il garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello, il segretario metropolitano del Partito Democratico Francesco Dinacci e il missionario padre Alex Zanotelli, tutti uniti nella richiesta di un welfare sociale immediato ed efficace.