Napoli, Museo Madre: sono francesi i primi visitatori

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(foto Facebook)

Sono francesi le prime visitatrici del museo di arte moderna e contemporanea di Napoli, Madre, che questa mattina hanno varcato il portone giallo dopo la chiusura straordinaria in ottemperanza alle misure per il contenimento del rischio da coronavirus. “Con la riapertura del museo abbiamo voluto dare un segnale che il Madre è pronto a riaccogliere la sua comunità, di cui fanno parte anche tutte le nostre lavoratrici e lavoratori”, sottolinea il presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee Laura Valente, che stamattina ha accolto personalmente i visitatori. “Un segnale che vuole superare l’idea che l’unico parametro per gli indici di valutazione dell’impatto di un un museo sia il numero di visitatori – aggiunge – abbiamo un’opportunità unica per sviluppare, al più presto, vaccini e anticorpi che permettano la costruzione di un nuovo tessuto culturale, economico e sociale”.

Quella del Madre, museo gestito dalla Regione Campania attraverso la Fondazione Donnaregina, non è l’unica apertura. Il Mibact fa sapere che sono in tutto 14 i luoghi della cultura statali di nuovo aperti al pubblico tra oggi e domani, sulla base delle disposizioni previste dal Dpcm 17 maggio 2020. In particolare, nella giornata di oggi hanno riaperto il Museo Archeologico Nazionale della Siritide a Policoro, il Museo Nazionale d’arte medievale e moderna di Palazzo Lanfranchi a Matera, il Parco archeologico di Venosa, Castel Sant’Elmo a Napoli, la Certosa di San Lorenzo a Padula, il Parco di Capodimonte a Napoli, il Parco archeologico di Paestum e Velia, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea a Roma.

Domani sarà il turno dell’Anfiteatro romano di Santa Maria Capua Vetere, della Galleria Borghese di Roma, del Museo Archeologico Nazionale di Palestrina e Santuario della Fortuna Primigenia, del Museo delle Civiltà di Roma, del Museo del Paleolitico di Isernia e del Parco del Museo nazionale di Villa Pisani a Stra. Orari e modalità di apertura sono verificabili sui siti internet dei singoli istituti culturali.