Il Museo del Tesoro di San Gennaro rende omaggio a uno dei grandi protagonisti della fotografia contemporanea con “Il colore di Mimmo Jodice”, mostra prodotta e organizzata da D’Uva srl in collaborazione con Mimmo Jodice Studio, a cura di Sylvain Bellenger. L’esposizione presenta l’unico progetto a colori di Mimmo Jodice, dedicato ai capolavori pittorici del Seicento napoletano: un corpus raro e in parte inedito di opere, oggi nuovamente prodotto grazie all’iniziativa e all’intervento di D’Uva srl, da un’idea di Francesca Ummarino e Ilaria D’Uva.
La mostra, aperta al pubblico dal 17 maggio al 10 gennaio 2027, rappresenta il primo importante tributo espositivo dopo la scomparsa del fotografo, a cui il maestro aveva iniziato a lavorare, e intende riportare alla luce un aspetto meno noto ma centrale della sua ricerca. A presentare il progetto questa mattina sono stati Francesca Ummarino, drettrice del Museo del Tesoro di San Gennaro, Mons. Vincenzo de Gregorio, Abate Prelato Real Cappella del Tesoro di San Gennaro, Riccardo Carafa d’Andria, Deputazione Real Cappella del Tesoro di San Gennaro, Sylvain Bellenger, curatore della mostra, Barbara Jodice, Mimmo Jodice Studio, Ilaria D’Uva, ceo D’Uva srl, e Brunella Trimarco, Fondazione Tridama.
Oltre quaranta le opere in mostra, alcune mai esposte prima, dal forte valore simbolico, distribuite lungo l’intero percorso del Museo del Tesoro di San Gennaro, dalle sale del Tesoro alle Sacrestie, con un allestimento che mette in dialogo fotografia, pittura e opere del museo. Un omaggio a un grande artista della cultura italiana e internazionale, che ha saputo raccontare Napoli con uno sguardo rigoroso, silenzioso e universale, lontano da ogni stereotipo.
L’apertura della mostra coincide con un importante rinnovamento per il Tesoro di San Gennaro che inaugura i nuovi spazi di accoglienza al Museo appena ristrutturati da D’Uva, secondo il progetto di Vanni del Gaudio e realizzati da Lavaggi&Montella e da WorkinArt di Paolo Gambardella e Luigi d’Amore, che ospiteranno la nuova biglietteria e il bookshop, ridefinendo l’accesso al complesso museale. Un intervento che si inserisce in modo concreto nel più ampio processo di riqualificazione dei portici di via Duomo, contribuendo in maniera significativa a restituire continuità e qualità a uno degli spazi urbani più identitari della città.
Ad essere presentato al pubblico anche il nuovo impianto di illuminazione, progettato dal lighting designer Filippo Cannata con il sostegno della Regione Campania, per valorizzare gli spazi e migliorare l’esperienza di visita (Iniziativa finanziata con risorse del PR Campania FESR 2021-2027 – Asse prioritario 1, RSO1.3, Azione 1.3.1 – Avviso pubblico per il sostegno allo sviluppo delle imprese culturali e creative).
Universalmente noto per il suo rigoroso bianco e nero, Mimmo Jodice realizza le immagini a colori negli anni Ottanta in occasione delle visite dell’artista al Museo di Capodimonte alla mostra “La Civiltà del Seicento a Napoli” curata da Raffaello Causa. In quell’occasione Jodice concentrò il proprio sguardo sulle grandi tele seicentesche di Jusepe de Ribera, Francesco Guarini, Caravaggio, Luca Giordano, Filippo Vitale, Battistello Caracciolo e Artemisia Gentileschi, mettendo in risalto particolari spesso marginali — frammenti di volti, uno sguardo, una mano, una piega di tessuto — dettagli poco visibili, isolati e restituiti in una dimensione sospesa, fuori dal contesto originario. Emergono così tensioni formali e cromatiche che amplificano la complessità e la forza espressiva delle immagini, facendosi visione.
Le rare fotografie a colori, stampe da diapositive, presentate nel 1985 al Museo Villa Pignatelli a Napoli nella mostra “Un secolo di furore”, sono state oggetto di un importante intervento di restauro curato da Barbara Jodice e Marco Spatuzza, riportando alla luce anche le preziose immagini inedite realizzate dall’artista.
Ne emerge un lavoro di grande intensità, frutto di una ricerca cromatica raffinata, a lungo rimasto ai margini della produzione più nota dell’artista, che oggi si rivela nella sua straordinaria forza espressiva e innovativa. Il colore, in queste opere, non è elemento descrittivo ma strumento analitico ed emotivo, capace di restituire la materia pittorica come esperienza contemporanea. Un percorso che prende forma anche grazie a un impegno concreto e continuo nella sua realizzazione, sostenuto e reso possibile da D’Uva, azienda che gestisce il Museo del Tesoro di San Gennaro.
L’allestimento della mostra, ideato da Sylvain Bellenger e progettato per gli spazi del museo da WorkinArt, mette in relazione le opere con le ricchezze del Tesoro di San Gennaro: tessuti e velluti antichizzati di ispirazione barocca, sono stati realizzati site specific per instaurare un dialogo con le opere fotografiche del maestro. La progettazione tessile dei velluti è stata curata da Maddalena Marciano, docente di costume dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, e la pittura dei tessuti realizzata in collaborazione con Giuseppe Ambrosio. A partecipare anche gli studenti del corso di costume dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Un lavoro che costruisce, grazie ai tessuti neobarocchi, un dialogo coerente e immersivo tra il potente cromatismo degli oggetti del Tesoro e l’esplorazione della pittura barocca attraverso lo sguardo e la macchina fotografica di Mimmo Jodice. In questo percorso, il minimalismo dell’artista, inteso come forma di essenziale epurazione spirituale, trova un inatteso punto di risonanza nella serie a colori. Le grandi composizioni del barocco napoletano vengono così trasposte in una nuova dimensione, dove il realismo fotografico non traduce ma apre a un altro realismo, a un altro immaginario della realtà, restituendo alla materia pittorica una intensità nuova e profondamente contemporanea.
Per visitare la mostra, il pubblico potrà optare anche per un itinerario speciale, promosso nell’ambito del progetto culturale di visite solidali SCINTILLARTE, che prevede un tour guidato dai giovani con disabilità de La Scintilla, associazione che fa parte della rete del Pio Monte della Misericordia, con cui il Museo del Tesoro di San Gennaro ha avviato, dal 2022, un percorso di collaborazione. Il progetto prevede, inoltre, il biglietto unico per visitare entrambi i musei. Per partecipare è necessario prenotarsi online sui siti tesorosangennaro.it o piomontedellamisericordia.it.
Ad accompagnare la mostra il catalogo, coedito da D’Uva e Paparo Editore, che raccoglie i testi di Luca Massimo Barbero, Sylvain Bellenger, Stefano Causa, Erri de Luca, Ilaria D’Uva, Angela Jodice, Maddalena Marciano, Mario Martone e Francesca Ummarino.
Inserita nel cuore simbolico di Napoli, “Il colore di Mimmo Jodice” rafforza il ruolo del Museo del Tesoro di San Gennaro come luogo di memoria e contemporaneità, capace di promuovere progetti di alto profilo culturale in dialogo con la storia.
La mostra restituisce uno sguardo inedito sull’opera di Jodice, interprete profondo della cultura visiva napoletana e grande protagonista della scena artistica internazionale.
La mostra è stata realizzata con il patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli, con il sostegno di Fondazione Tridama, Mulino Caputo, Grimaldi Lines, D’Amico e Caronte spa.
Le dichiarazioni
Francesca Ummarino, Direttrice Museo del Tesoro di San Gennaro
“La mostra Il colore di Mimmo Jodice, inserita lungo il percorso museale, si colloca in una profonda continuità culturale con il Museo del Tesoro di San Gennaro: un luogo che, pur fortemente radicato nella propria storia, ha sempre mantenuto un dialogo aperto con l’arte del proprio tempo. Un dialogo che non interrompe la tradizione, ma la rinnova, riaffermando il ruolo del Tesoro di San Gennaro come spazio vivo, capace di ispirare profondamente e di accogliere nuove letture e nuove visioni senza perdere la propria identità. È stato, inoltre, un grandissimo privilegio lavorare con Angela e Barbara; entrare nello studio Jodice vuol dire entrare a contatto con la bellezza e la profondità di un artista come Mimmo Jodice.”
Vincenzo De Gregorio, Abate Prelato della Cappella del Tesoro di San Gennaro
“La Cappella del Tesoro di San Gennaro rappresenta il raggrumarsi della Città nelle sue componenti più umane, dunque immanenti e, nel contempo, più spirituali e, pertanto, trascendenti. I secoli trascorsi hanno raccolto in essa opere figurative, pittoriche, plastiche, decorative ma dall’introduzione delle nuove tecniche che rappresentino il reale attraverso la fotografia, si sono aperti nuovi scenari. Le vicende di questa singolare struttura architettonica definita “cappella”, sono diventate note, in tutto il mondo, proprio grazie alla tecnologia introdotta dalla fotografia. Mimmo Jodice si inserisce in questo solco di arte e di umanità, con la straordinaria sensibilità di uomo e di artista che sa cogliere, nell’uso della fotografia, le pieghe che nel particolare danno colore e significato all’universale rappresentato. La sua abilità insieme con la sua anima attenta e partecipe dell’umanità che in gran parte è sofferente, rende ragione dell’esposizione della sua opera nella Cappella del Tesoro di San Gennaro. E anche Lui, Mimmo Jodice, entra nel coro che canta la storia di Napoli”
Riccardo Carafa d’Andria, Deputazione Real Cappella del Tesoro di San Gennaro
“Jodice, un’eccellenza napoletana. L’originalità delle immagini da lui create sta, dopo un’attenta osservazione di un’opera d’arte, nel cogliere un particolare dei dipinti che lo ha profondamente colpito e trasferirla in una foto. Non trasferisce solo un’immagine, ma l’emozione che per primo ha provato e che regala a chi osserva il suo lavoro.
Va ammirata la raffinata sensibilità nell’individuare e cogliere particolari significativi in capolavori di grandi artisti e nel riuscire a creare una simbiosi tra pittura e fotografia.”
Sylvain Bellenger, curatore della mostra
“Solo Napoli poteva produrre un contrasto al tempo stesso così forte e così profondamente inscritto nella propria identità. Al centro di questo eccezionale confronto tra la fotografia a colori, ancora poco conosciuta, di Mimmo Jodice e il lusso, se non addirittura lo sfarzo, delle collezioni del Museo del Tesoro di San Gennaro, si confrontano due visioni del mondo. La visione barocca si afferma come una totalità avvolgente, una lettura globale del reale. Al contrario, la visione moderna, quella di Mimmo Jodice, più vicina al nostro sguardo contemporaneo, procede per frammenti, decostruisce, isola, privilegia il dettaglio, il singolare. È in questa frammentazione che oggi si costruisce un’altra forma di realtà, una verità nella quale la nostra sensibilità si riconosce profondamente”.
Barbara Jodice, Mimmo Jodice Studio
“Accompagnare ancora oggi il lavoro di mio padre significa entrare ogni volta in un universo fatto di silenzio, rigore e meraviglia. In questi lavori fotografici che saranno esposti al Tesoro di San Gennaro, ritrovo la sua capacità unica di vivere la luce restituendo alle opere una presenza intensa e contemporanea. Questo progetto, unico per la presenza del colore, non è soltanto un omaggio alla straordinaria ricchezza artistica di Napoli, ma anche il racconto di uno sguardo che ha sempre cercato l’essenza nascosta delle cose”.
Angela Jodice
“Questo rimane l’unico grande progetto a colori di Mimmo Jodice. Lavorando a lungo, solo a tu per tu con i dipinti del Seicento napoletano, Mimmo realizzò Un Secolo di Furore, un progetto fotografico nato dall’osservazione ravvicinata delle grandi tele: dettagli quasi invisibili venivano isolati e trasformati in immagini autonome, creando un percorso segreto e magnetico capace di spingere il visitatore a guardare le opere con occhi nuovi e a immergersi profondamente nella loro forza espressiva. Ripresentare oggi questo lavoro a più di 40 anni dalla sua realizzazione mi emoziona profondamente”.
Ilaria D’Uva, ceo D’Uva Srl
“Dal 2021 D’Uva accompagna il Museo del Tesoro di San Gennaro in un percorso di valorizzazione volto a renderlo sempre più accessibile, contemporaneo e vicino ai pubblici, senza mai perdere il legame profondo con la sua identità storica e spirituale. È proprio in questo percorso che si inserisce la mostra Il colore di Mimmo Jodice, che coincide simbolicamente con due importanti interventi di riqualificazione del museo: il completo rifacimento dell’impianto di illuminazione e l’apertura del nuovo spazio biglietteria e bookshop sotto il portico di Piazza Duomo, realizzato attraverso un progetto di riallestimento e valorizzazione firmato dall’architetto Vanni del Gaudio. Due interventi pensati per migliorare l’esperienza del pubblico e restituire nuova luce al Tesoro di San Gennaro.
In questo percorso, l’incontro con il lavoro di Mimmo Jodice è apparso subito naturale. Il suo sguardo ha la capacità rara di trasformare il dettaglio in racconto, di isolare frammenti apparentemente invisibili e restituirli con una forza nuova, intensa e profondamente contemporanea.
L’idea di questa mostra nasce dalla visione del catalogo di ‘Un secolo di furore’, storico progetto fotografico dedicato ai dettagli del Seicento napoletano, che Francesca Ummarino ebbe modo di vedere nello studio di Mimmo Jodice. Riconoscendo in copertina un dettaglio dell’opera di Jusepe de Ribera custodita nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, nacque immediatamente l’intuizione di riportare quel progetto proprio al Tesoro. Quell’idea, sviluppata subito insieme a me e a D’Uva, ha dato origine a Il colore di Mimmo Jodice. Poiché il progetto originario non era più recuperabile, D’Uva ha scelto di farsene carico, dando vita a una nuova produzione realizzata con gratitudine verso Angela e Barbara Jodice e arricchita dalla visione curatoriale di Sylvain Bellenger.
Questa mostra è un invito a guardare il Tesoro con occhi diversi, attraverso la forza silenziosa dei dettagli e lo sguardo unico di Mimmo Jodice”.
Brunella Trimarco, Fondazione Tridama
“Sostenere la cultura per la Fondazione Tridama è scegliere con visione e consapevolezza. Un omaggio a un grande maestro che diventa anche dialogo vivo tra memoria e presente. Il mecenatismo contemporaneo non è solo tutela, ma investimento nel futuro culturale e sociale. Significa generare valore per tutti, rendere l’arte un motore attivo di crescita e identità”.





































