Napoli, orto terapeutico: primo raccolto al Cottolengo dei nonni contadini

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In foto l'orto terapeutico Don Orione

A due mesi e mezzo dall’inaugurazione è un successo per il primo raccolto dell’Orto terapeutico fuori terra allestito all’interno del cortile cinquecentesco dell’Istituto Cottolengo di Napoli e dedicato agli ospiti della storica struttura di assistenza sanitaria, con il supporto dei nonni contadini. Non più disabili, ma custodi delle piantine che crescono, in armonia con le proprie possibilità e con i ritmi della natura. Un progetto fortemente voluto da don Nello Tombacco – in collaborazione con Coldiretti Campania, Campagna Amica e Coldiretti Federpensionati – dal titolo “AttivaMente”. Psicologi e assistenti sociali hanno raccontato di una reazione positiva oltre le attese grazie alla cura dell’orto. Il primo raccolto è stato in parte consumato a mensa dai ragazzi del Don Orione e in parte venduto, destinando il ricavato alla crescita del progetto. Nel palazzo che ospita l’Istituto Don Orione non ci sono giardini né terreno coltivabile, pertanto sono state allestite delle strutture in legno – donate dall’impresa sociale Panta Rei – che consentono di far crescere piante officinali, prodotti orticoli di stagione e piccoli alberi da frutto. Proprio questa mattina il consorzio della Melannurca Campana IGP ha donato un melo che in primavera darà i suoi primi frutti. La collaborazione con i nonni contadini è stata rafforzata questa mattina con la riunione presso l’Istituto del consiglio regionale di Coldiretti Federpensionati Campania, presieduto da Franco Scorziello. Per l’occasione Coldiretti ha offerto gratuitamente al Cottolengo, a partire dal 2020, l’assistenza sociale e previdenziale per i pazienti e per le loro famiglie attraverso il proprio patronato Epaca.