Napoli, Palladino (Sc): Parlerò con Valente, possibile percorso comune

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Napoli vive una grande occasione, non la può perdere. Il Governo Renzi ha dato al Paese una nuova spinta e noi siamo in campo perché a Napoli vinca chi ha più idee, chi ha entusiasmo e non chi ha il sistema di potere alle spalle“. Così Giovanni Palladino, parlamentare di Scelta Civica e segretario regionale del partito in Campania, ha lanciato oggi la sua candidatura alle primarie del centrosinistra. Una candidatura, ha spiegato in un incontro insieme al vice ministro Zanetti ed al sottosegretario Antimo Cesaro, che tentimonia come “i moderati ed i liberaldemocratici sono in campo a Napoli“. Palladino ha presentato il suo programma di cui, ha detto, “parlerò nelle prossime ore con Valeria Valente, che ha il profilo adatto. E se troviamo, come crediamo, una intesa concreta su questi punti noi ci potremo già considerare vincitori delle primarie“. Palladino boccia invece gli altri pretendenti a Palazzo San Giacomo, da De Magistris (“ha isolato Napoli, non ha costruito nulla“) a Lettieri (“aveva immaginato un impegno civico ma è prigioniero dei partiti“), ma anche Bassolino (“nulla di personale ma è come un pericoloso ritorno al passato“). Nel suo programma, Palladino punta a “più aree verdi, riqualificando i parchi urbani e attrezzando spazi per bambini“, spiega, dicendo anche di voler “valorizzare le strutture sportive“. Tra le misure economiche, il candidato di Scelta Civica punta alla “abolizione – spiega – della Tasi per i nuclei familiari con almeno tre figli”, e sulle “procedure amministrative da avviare subito per garantire la piena ed immediata attuazione dei Grandi Progetti“, a cominciare dalla metropolitana, fino al Progetto Centro storico Unesco e della Mostra d’Oltremare. Tra le nuove idee lanciate, la realizzazione di opere pubbliche a Napoli, in particolare per il risanamento e la valorizzazione dell’enorme patrimonio edilizio del Comune, attraverso lo strumento della permuta. Palladino punta anche sul progetto Smart City per Napoli e l’apertura ai privati che potranno contribuire alla gestione e valorizzazione dei beni culturali.