Napoli, pescatori di frodo alla Gaiola: strage di ricci per rifornire i ristoranti

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La “moda” degli spaghetti al riccio di mare sta spingendo i pescatori di frodo a saccheggiare i fondali del golfo di Napoli “per appagare la richiesta dei ristoratori e dei clienti”. Lo denuncia Maurizio Simeone, responsabile del Parco sommerso di Gaiola, area marina protetta nella quale i Carabinieri del Nucleo subacqueo hanno sorpreso due pescatori di frodo, provenienti da Torre del Greco, che avevano già raccolto circa mille esemplari di ricci di mare, molti dei quali di piccole dimensioni al punto di essere quasi privi di polpa e inutilizzabili per la vendita. Simeone spiega che “questa problematica rappresenta una piaga nota da molto tempo lungo le nostre coste. Purtroppo – aggiunge – negli ultimi anni la moda dello spaghetto al riccio di mare ha innescato una recrudescenza esasperata, senza precedenti, di pescatori di frodo che saccheggiano letteralmente i nostri fondali per appagare la richiesta dei ristoratori e in ultimo dei clienti”.