Napoli, revocati gli arresti al capo dell’ispettorato del lavoro

35
in foto Renato Pingue

Sospensione dal pubblico esercizio per 9 mesi per Renato Pingue, capo dell’ispettorato interregionale del lavoro di Napoli, accusato di corruzione nell’inchiesta condotta dalla Procura di Avellino per vicende relative a due anni fa, quando Pingue ricopriva la responsabilità di direttore provinciale facente funzioni della sede di Avellino. Il Gip del Tribunale di Avellino, Fabrizio Ciccone con questa decisione ha revocato la misura degli arresti domiciliari scattata il 9 novembre scorso. Nell’inchiesta sono coinvolti anche l’imprenditore avellinese, Gerardo Capaldo, indagato per concorso in corruzione e estorsione consumata e tentata insieme a Giovanni Attanasio, titolare della Cooperativa NatanaDoc spa con sede a Sant’Antimo (Napoli). Secondo i pm della procura avellinese, Pingue avrebbe ingerito sui controlli degli ispettori presso l’azienda avellinese e agevolato conciliazioni-capestro che l’azienda aveva fatto firmare ai dipendenti della Cooperativa. In cambio di queste protezioni, l’azienda avellinese avrebbe assunto il figlio di Pingue attribuendogli una funzione dirigenziale. Il provvedimento di revoca dei domiciliari è stato contestato dai pm titolari dell’inchiesta, Cecilia De Angelis e Luigi Iglio, che hanno espresso parere contrario.