Napoli ritorna francese:
affari nel segno di Murat

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A cura di Bruno Russo Il 5 maggio 2015, giorno dell’anniversario della morte dell’Imperatore Napoleone nel 1821, l’Institut Français di Napoli ha presentato “Napoli e Napoleone, l’intrigante A cura di Bruno Russo Il 5 maggio 2015, giorno dell’anniversario della morte dell’Imperatore Napoleone nel 1821, l’Institut Français di Napoli ha presentato “Napoli e Napoleone, l’intrigante storia della maschera funeraria di Napoleone”, ovvero la storia del ritrovamento delcalco del suo viso, realizzata dal suo medico personale, il dottor Antommarchi. Di questa maschera furono realizzate alcune copie, una della quali è al Musée des Invalides a Parigi. La maschera mostrata all’Istituto Francese è un esemplare nell’atelier del celebre scultore napoletano Luigi Mazzella. L’artista ha accettato di condividerlo con il pubblico napoletano per una giornata, in occasione dell’anniversario della morte dell’imperatore, nel salone del Consolat oGenerale di Francia, in via Crispi. Il Console Generale di Francia per il Sud Italia con sede a Napoli Christian Thimonier spiega che “la maschera è stata presentata in più riprese da Luigi Mascigli Migliorini, dell’Accademia dei Lincei, professore di storia dell’Università L’Orientale, specialista di Napoleone, e da Diego Esposito, docente di restauro all’Accademia di Bologna e specialista della scultura del XIX secolo”. Il contesto storico artistico di questa maschera, è di fondamentale importanza ed è stato fonte di numerose discussioni. Il giornalista Filiberto Passananti ha raccontato le circostanze della sorprendente scoperta, mentre il generale Jean-Fred Berger, rappresentante militare nazionale francese e sottocomandante delle operazioni in seno allo stato maggiore della Nato a Napoli, ha sottolineato la continuità nei secoli dei rapporti tra la Francia e il Sud Italia. Il Console Thimonier si è poi soffermato sul programma delle celebrazioni per il Bicentenario della morte di Giacchino Murat, cognato di Napoleone, e Re di Napoli, che inizieranno il 18 maggio a Palazzo Reale. “Turismo e cultura si danno la mano – ha detto – nel segno di un aumento della presenza dei francesi a Napoli, dove i segni della storia sono alla base dei buoni rapporti economici”. Luigi Mazzella ricorda che “la maschera rappresenta un periodo storico di grande fervore che ha visto accumunate Parigi e Napoli. La speranza è che quegli anni ricchi di creatività e di scambi possano rinnovarsi anche in un Mondo nel quale la globalizzazione rischia di uniformare il tutto, cancellando tradizioni e particolarità: l’Europa deve cogliere tale messaggio perché le differenze culturali hanno spesso rappresentato fonte di progresso comune