Napoli, scintille sul nodo intermodale. Calabrese: Dal Comune contributo determinante ma ora non ci coinvolgono

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Mario Calabrese
in foto Mario Calabrese, assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti

“Apprendo con piacere che con un finanziamento di 4.250.000 euro è stato finanziato dalla Regione il progetto di fattibilità tecnica del “Nodo intermodale di Napoli” concepito, tra la fine del 2014 e i primi mesi del 2015, dall’allora amministratore unico di Eav Nello Polese, l’amministratore delegato di Fs Sistemi urbani Carlo De Vito con il contributo del Comune di Napoli. Tutto quello che oggi viene annunciato con grande enfasi dall’Eav, dalla copertura del fascio binari del Terminal Eav al terminale della linea Circumvesuviana, venne affrontato e avviato tre anni fa ed il Comune si impegnò a sostenere il progetto valorizzando la valenza urbanistica del nodo, coordinandone e integrandone la realizzazione con il progetto di sistemazione di piazza Garibaldi a firma di Dominique Perrault e con un altra serie di ipotesi progettuali, alcune sviluppate sempre da Perrault, su Corso Lucci, Galileo Ferraris etc. nell’ambito degli studi per la sistemazione di piazza Garibaldi. Insomma un ruolo di raccordo tecnico, politico ed istituzionale essenziale alla buona riuscita del progetto”. È quanto afferma, in una nota, l’assessore ai Trasporti del Comune di Napoli, Mario Calabrese.
“Desta quindi meraviglia che venga oggi finanziato un progetto di fattibilità che ha tra gli obiettivi dichiarati con grande enfasi dall’Eav quello di realizzare, attraverso interventi sulla mobilità, una trasformazione urbanistica a livello delle grandi metropoli europee, per giunta citando tra l’altro proprio i progetti di Perrault senza il coinvolgimento del Comune che, oltretutto, per legge, è responsabile delle trasformazioni urbanistiche. Siamo felici che quelli dichiarati oggi dall’Eav siano gli obiettivi del Comune di ieri, cioè del 2015, ma siamo anche preoccupati che si possa concretizzare uno spreco di risorse se lo studio non avrà quella concretezza realizzativa che solo il Comune, in quanto titolare della trasformazione urbanistica, potrà assicurare. Insomma proprio per evitare che lo studio finisca in un cassetto, indipendentemente dal chiaro sgarbo istituzionale, il Comune, se richiesto, offrirà la consueta massima collaborazione”, conclude Calabrese.