Napoli Sociale, fumata nera dal summit: scatta il presidio permanente davanti al Comune

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Lavoratori di Napoli Sociale sul piede di guerra. In una nota a firma di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs, Uil-Fpl, Uap, Ugl, Orsa, Cobas e Usb si legge:
“A seguito della riunione tenutasi in data 11/10/2016 con la società Napoli Servizi Spa, la quale ci ha riferito che darà corso alla ulteriore delibera, per il passaggio dei lavoratori dalla Napoli Sociale, ed assumerà previa idoneità sanitaria circa 314 su 368 lavoratori i quali dovranno sottoscrivere un verbale di conciliazione senza nulla a pretendere nei confronti della Napoli Servizi Spa per i crediti maturati nel corso del rapporto di lavoro con la napoli sociale.
Al termine della suddetta riunione le organizzazioni sindacali hanno manifestato il loro disappunto e la loro contrarietà alla procedura di passaggio prevista dalla Napoli Servizi di concerto con il Comune di Napoli, in quanto non sussistono le garanzie occupazionali per tutti i lavoratori della napoli sociale; non verrà mantenuto nel tempo lo stesso salario minimo acquisito nella napoli sociale; non si conosce la sorte degli eventuali lavoratori non idonei alla mansione da svolgere
i lavoratori né percepiranno il tfr e le competenze di fine rapporto dalla Napoli Sociale né gli stessi emolumenti saranno garantiti dalla Napoli Servizi, ma dovranno perseguire contenziosi legali per poter recuperare soltanto il tfr dall’Inps attraverso una procedura prevista soltanto in caso di fallimento della Napoli Sociale.
Per questi motivi tutti i lavoratori della Napoli Sociale sono in presidio permanente sotto Palazzo S. Giacomo affinché il Comune metta fine a questa assurda vicenda garantendo il futuro occupazionale e salariale dei lavoratori e garantisca il servizo di assistenza e di diritto allo studio agli alunni disabili”.