Napoli: su 700 telecamere metà ancora fuori uso

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La sicurezza a Napoli continua a vedere con un occhio solo: su un totale di 677 telecamere per la videororveglianza distribuite sul territorio del capoluogo partenopeo (non tutto) ben 365, in pratica la metà degli apparati, risulta non funzionante. Interi quartieri a rischio, la Sanità e Forcella, teatri di recenti fatti di sangue per mano dei clan, sono ancora sprovvisti di telecamere per il controllo del territorio e garantire la sicurezza dei cittadini. Lo scorso settembre, il ministro dell’interno Angelino Alfano, al termine di un Comitato per l’ordine e la sicurezza nazionale annunciò “il ripristino di 300 telecamere non funzionanti sulle circa 700 esistenti”. Sono passati quattro mesi ma la situazione non appare cambiata. Allo stato attuale, secondo il sindacato di polizia Silp-Cgil, su un totale di 238 telecamere per videosorveglianza, 143 sono in funzione e 99 non funzionanti per varie problematiche (guasti, mancata attivazione, inadeguata copertura dei fondi per il ripristino, assenza di fondi per la riparazione, ecc.). La gran parte sono state installate coi fondi PON 2013-2015. A queste si aggiungono 439 videocamere RT (vale a dire quelle per il controllo delle targhe e degli accessi ZTL) di cui 182 funzionanti e 266 non funzionanti. La gestione della videosorveglianza è divisa tra Polizia di Stato e Polizia Municipale, ma molte sono le zone cittadine (vedi Sanità e gran parte di Forcella, per non parlare di Scampia, Secondigliano e Mergellina) dove la videosorveglianza è assente per guasti o addirittura non è mai stato installato il sistema. Si tratta di zone ad alta densità criminale, che sfuggono a gran parte del controllo attraverso il sistema di videosorveglianza. Con la carenza di organici di cui soffrono le forze dell’ordine, in una città problematica e particolare come Napoli, un efficace sistema di videosorveglianza, effettuata in modo efficiente e capillare, consentirebbe di restituire il controllo sulla città, in modo indiretto ma specifico, senza lasciare ampio spazio alle attività criminali che spadroneggiano in alcune zone, mettendo a serio rischio la collettività, come purtroppo avvenuto tante volte negli ultimi tempi. Per il ripristino del funzionamento delle oltre 350 telecamere fuor uso è stata annunciata una gara d’appalto europea per il prossimo aprile 2016.