Napoli, Teatro San Carlo: si rialza il sipario con la Scuola di Ballo

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(foto di Francesco Squeglia)

Il Teatro di San Carlo di Napoli rialza il sipario con lo spettacolo della Scuola di Ballo. Una serata attesissima in città, anche per il ricordo delle vicende dello scorso anno di cui ci siamo peraltro occupati a suo tempo. Lo spettacolo di stasera è  una matriosca di emozioni come voluto dal direttore Stephane Fournial che abbiamo incontrato nel suo ufficio al terzo piano del Teatro di San Carlo:  “Quest’anno – afferma – le cose sono andate molto bene con i ragazzi – ci spiega subito soddisfatto -anche perché si è stabilito un clima molto sereno e piacevole per tutti. Con il corpo docenti e con gli allievi abbiamo subito puntato ad alzare tutti insieme l’asticella della qualità, con un repertorio quest’anno più trasversale rispetto al consueto. Alterneremo stasera dalle 20,30 in scena un canovaccio, uno stile ed una serie di spartiti innovativi con sorprese per tutti. Vogliamo stupire e stupirci perché al quarto anno vogliamo cominciare a raccogliere i frutti del cambiamento”. Ed effettivamente già il programma pare indirizzato proprio alle novità, come del resto annunciate da Stephane Fournial sin dalle prime ore del suo insediamento a Napoli. Allora come oggi le ha provate tutte, coinvolgendo le istituzioni pubbliche e private nell’intento di portare il Teatro di San Carlo accanto alle accademie internazionali.
Stasera si riparte con la “Marcia dei Troiani” di Berlioz, vessillo della scuola del cambiamento, con un inequivocabile spunto francese del direttore sancarliano. Proseguendo poi con il primo movimento di Bach “Piano Concerto in D Minor” di Polina Osetinskaya, l’allegro spiritoso e l’allegro di Mozart, il terzo movimento di Bach “Piano Concerto in D Minor” ancora di Polina Osetinskaya ed il “Cum Dederit” di Händel. Per poi passare al repertorio di balletto con la “Paquita” di Minkus, al Tannhäuser Overture di Wagner ed al gran finale tratto dalla Suite numero 3 in G Major di Ciaikovskij. Titoli e riferimenti artistici che denotano intanto uno snellimento tecnico a tutto vantaggio della “ballabilità” concepita per un più immediato inserimento dei migliori talenti della scuola nel mondo del lavoro e del professionismo. Con il naturale sbocca in compagnia o, per i più audaci, al di là delle Alpi e del mondo intero. Accanto ai suoi insegnanti Rossella Lo Sapio, Pia Russo, Soimita Lupu e René de Cardenas, il direttore francese ha voluto insistere sulle multiple lezioni di danza classica per tutti, con la divisione in classi maschili e femminili oltre a tanto repertorio classico e pas de deux per irrobustire la tecnica al servizio della scena. Ma quest’anno con novità in repertorio che stupiranno il pubblico di stasera da subito, con la sbarra lontana dal palcoscenico ed un lavoro molto più dinamico. “Abbiamo deciso di muoverci un pochino di più in scena quest’anno – ammette con gran riserva Stephane Fournial – scegliendo in primis un repertorio musicale molto agile per danzare. E poi lo stesso repertorio coreografico è insolito per questa scuola, con un appeal che stupirà. Quest’anno vogliamo confermare il trend di crescita tecnica generale per i centottanta allievi con un occhio che guarda al di là della tradizione classica. Non vi resta che accomodarvi in sala e farvi guidare in una magica serata di danza”.