Napoli umilia Milano: una lezione dal calcio

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Che il Napoli abbia battuto il Milan, nel suo stadio di San Siro, è notizia eclatante che genera in tutti noi partenopei un senso di orgoglio. Si, perché battere il Milan nella sua terra è già certo un successo, ma mortificarlo con quattro reti di scarto è da un punto di vista nostro una vera grandezza, mentre per i milanisti è certo una umiliazione. Dunque possiamo dircelo tra noi, abbiamo esagerato; se infatti avessimo vinto con un gol di scarto, anche due, sarebbe stata una vittoria ma non una stravittoria; così invece è un massimo che Napoli non dimenticherà. Detto questo, va, poi, aggiunto l’aspetto politico e cioè come il Cavaliere di fronte alla cocente sconfitta avrà certamente sofferto per la sua squadra, ma da “sportivo” qual è avrà riconosciuto la netta superiorità napoletana. Consegue che almeno nel calcio siamo superiori a Milano ed una volta tanto la nostra Napoli riesce a sovrastare la grande Milano che non solo perde, ma soccombe addirittura. L’allenatore del Milan, Mihajlovic, era quello che sarebbe dovuto venire ad allenare il Napoli, ma di fronte ai 5 milioni di euro che offriva il Milan o gli ottocentomila euro che il Napoli paga a Sarri è, ovvio, che ha scelto il Milan. Questo va ricordato a dimostrazione che quello che costa di più non è vero che è sempre migliore e che con una cifra molto più modesta si possono avere risultati superiori e nel caso di specie di lungo maggiori. Non entriamo assolutamente (non siamo competenti) nel merito sportivo per dimostrare la superiorità complessiva del gioco della nostra squadra rispetto al Milan, ma da incompetenti diciamo che siamo stati assolutamente superiori e la lezione l’abbiamo data ed anche severa. Ci sarà ora chi per consolare il Cavaliere ricorderà i recenti successi del Napoli (con il Bruge per 5 a 0, con la Lazio per 5 a 0, con la Juventus per 2 a 1, con il Legia Varsavia per 2 a 0), dimenticando la sconfitta per 2 a 1 con il Sassuolo alla prima giornata ed i pareggi con squadre certamente minori. Ma tutto ciò serve poco perché la realtà che si impone è la travolgente ondata di gol segnati dal Napoli e la totale astinenza in materia del Milan. Ed allora? Allora diciamo che non è il caso di andarcene di capa e che lo scudetto è certamente un sogno! Ma come napoletani, diciamo che a sognare non si fa peccato e che tante volte nella vita quotidiana anche i sogni… possono diventare realtà. Tutto sta nel come ci si sveglia il mattino dopo: perché se la realtà dovesse corrispondere al sogno, l’unica cosa che non dobbiamo fare noi napoletani è quella di montarci la testa. Uno scudetto è, infatti, una grande soddisfazione, ma esso non risolverebbe i problemi della città, che rimarrebbero certamente immutati. Quello, in definitiva, che vogliamo trarre come morale, è che si rimanga tutti con i piedi ben piantati per terra, per cui se la soddisfazione che abbiamo provato all’epoca di Maradona dovesse ripetersi, sin da adesso diciamo che la nostra realtà cittadina rimarrebbe quella che è, ma per tutti i tifosi napoletani, e non solo per essi, un sogno si tradurrebbe in realtà e finalmente anche per noi questa sarebbe una realtà… splendida. Ultimissima: in un sondaggio cento opinionisti di calcio hanno indicato il Napoli come vincitore dello scudetto con ben 35 voti (Roma 31 e Inter e Juve 8); vulesse o cielo che fosse vero!