Napoli, è una rivoluzione a metà

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Via le poltrone ma i risparmi dove sono? Manca poco alla nascita delle Città metropolitane e i dubbi sulla loro effettiva utilità in termini di contenimento della spesa pubblica rimangono. Sono Via le poltrone ma i risparmi dove sono? Manca poco alla nascita delle Città metropolitane e i dubbi sulla loro effettiva utilità in termini di contenimento della spesa pubblica rimangono. Sono tutti lì, ben allineati, uno dietro l’altro, nelle righe della relazione che i vertici della Corte dei conti hanno consegnato a deputati e senatori nelle audizioni svolte il 6 novembre 2013 alla Camera e il 16 gennaio 2014 a Palazzo Madama. Nonostante questo la riforma è andata avanti e il prossimo 12 ottobre sindaci e consiglieri della provincia saranno chiamati a dar vita al primo Consiglio metropolitano della Città di Napoli. Addio Provincia Scompare così il vecchio ente di piazza Matteotti: via presidente e 12 assessori pagati con indennità fissa mensile, via i 45 consiglieri provinciali “rimborsati” con gettoni di presenza. Al loro posto, a tenere le fila del territorio, ci saranno un sindaco metropolitano, che per legge sarà quello di Napoli, e 24 consiglieri scelti tra gli stessi amministratori (alcuni dei quali avranno delega di governo), tutti chiamati a svolgere le nuove funzioni a titolo completamente gratuito. Le liste Per l’elezione del Consiglio metropolitano sono ai nastri di partenza cinque liste, 91 candidati, ufficializzati qualche giorno fa. In campo Forza Italia, Pd, “Lavoro, sviluppo, ambiente”, simbolo che si rifà al sindaco di Napoli, Fratelli d’Italia e Nuovo centrodestra-Udc. Per la scelta degli uomini è stato decisivo il meccanismo del voto ponderato che stabilisce il peso dei singoli candidati in rapporto al territorio di provenienza. Per questo gli arancioni di Luigi de Magistris e l’Idv maggiormente radicati a Napoli hanno deciso di puntare sui loro consiglieri di maggioranza. Lo stesso ha fatto il Partito Democratico che, di esponenti di Palazzo San Giacomo, ne ha messo in lista 5 oltre a quattro sindaci, quelli di Afragola, Pompei, Grumo Nevano, Agerola. Forza Italia ha scelto come suo alfiere l’ultimo presidente della Provincia di Napoli Antonio Pentangelo mentre Vincenzo Moretto, capogruppo Fdi al Comune di Napoli è in lista con Fratelli di Italia. La spending review Dalla nuova organizzazione istituzionale il Governo si attende i risparmi maggiori, probabilmente anche gli unici, visto che l’ente continuerà a sostenere per intero le altre spese correnti. Ma di che cifre si parla? I conti sono semplici. Il “vecchio” consigliere provinciale di Napoli percepiva a fine mese un rimborso per gettoni di presenza di circa 1.600 euro lordi ossia 19mila e 200 annui. Per tutti i 45 componenti dell’assise, dunque, la Provincia spendeva la bella cifra di 864mila euro all’anno ai quali si aggiungevano i costi per le indennità di presidente e 12 assessori. E anche qui non erano spese di poco conto. Il primo aveva assicurati 4.500 euro lordi al mese, i secondi 3.500 ciascuno. Ecco così arrivati a quel milione e 400mila euro all’anno circa che con questa riforma si pensa di tenere nelle casse dello stato. I rilievi della Corte dei Conti Ma sarà davvero risparmio? Gli esperti della Corte dei Conti, che più volte si sono espressi a riguardo, non sembrano del tutto convinti. E questo non solo perché “i risparmi effettivamente quantificabili sono di entità contenuta” ma anche perché, dicono, “è difficile ritenere che una riorganizzazione di così complessa portata sia improduttiva di costi”. A ciò va aggiunto che, mentre le indennità a favore degli organi istituzionali sono spazzate via, sopravvivono al riassetto i rimborsi chilometrici e quelli a favore dei datori di lavoro dei consiglieri. Si tratta di indennizzi che l’ente pubblico sovracomunale riconosce a quelle aziende private che “accusano” il danno di dover pagare un lavoratore che è invece assente per impegni istituzionali. Giusto per fare un esempio nell’ultimo esercizio, di costi simili, la Provincia di Napoli ne ha avuti per quasi 51mila euro, quella di Milano per oltre 149mila. “E’ indiscutibile che la necessità di dar vita alle città metropolitane è ventennale e riguarda principalmente la mancata attuazione del Titolo V della costituzione che ad esse fa riferimento – dice Carmine De Angelis, ex componente dell’Ufficio di presidenza dell’Upi e attualmente consulente della stessa Unione delle Province Italiane – . Ciò che però non si comprende è il modo in cui la riforma viene attuata. Questa avrebbe dovuto ricalcare il modello europeo, invece è diventata un riassetto nominalistico e non sostanziale la cui ricalibratura della spesa, come ha evidenziato anche la Corte dei Conti, porta con sé risparmi minimi rispetto al costo stesso della riforma”. Il raffronto con Milano Per restare al rendiconto 2013, c’è da fare un’ultima considerazione e cioè che i risparmi saranno maggiori a Milano rispetto a Napoli. Per accorgersene basta dare una spulciatina ai consuntivi e più precisamente ai capitoli di spesa relativi agli organismi istituzionali. A parità di numero di componenti di consiglio e giunta, infatti, la provincia partenopea ha speso 1.452.725,06 euro per pagare presidente, assessori e consiglieri, mentre lo stesso organismo lombardo ha rendicontato mezzo milione in più, ossia 2.115.597,29 euro, a causa delle indennità più alte.


Risparmi per 1,4 mln l’anno INDENNITÀ TAGLIATE DALLA RIFORMA Presidente: 4.500/mese circa Assessori: 3.500/mese circa Consiglieri :1.600/mese RENDICONTO 2013 (NAPOLI-MILANO) Indennità (spese tagliate dalla riforma) Napoli: 1.452.725,06 Milano: 2.115.597,29 RENDICONTO 2013 (NAPOLI-MILANO) Rimborsi (spese non tagliate) Napoli: 50.973,11 Milano: 149.134,45 Per 45 cnsiglieri la Provincia spendeva 864mila euro all’anno più le indennità di presidente e 12 assessori


Le liste: 91 i candidati in corsa PD 1. Domenico Tuccillo 2. Ferdinando Uliano 3. Vincenzo Brasiello 4. Luca Mascolo 5. Aniello Esposito 6. Angela Aiello 7. Antonio Borriello 8. Carmine Capuano 9. Antonio De Simone 10. Luigi Fiengo 11. Salvatore Madonna 12. Simona Molisso 13, Maurizio Orsi 14. Salvatore Pace 15. Claudia Paduano 16. Enzo Pellino 17. Agostino Pentoriero 18. Ciro Sarno 19. Giovanni Varchetta LAVORO, SVILUPPO, AMBIENTE 1. Elena Coccia 2. Carmine Attanasio 3. Ciro Borriello 4. Elpidio Capasso 5. Natale Di Bernardini 6. Giuseppe Farina 7. Antonio Fellico 8. Vincenzo Gallotto 9. Aniello Granata 10. David Lebro 11. Carmine Sgambati 12. Gaetano Troncone 13. Vittorio Vasquez NCD ALFANO 1. Antonio Amato 2. Raffaele Ambrosino 3. Salvatore Annunziata 4. Concetta Astarita 5. Paolo Avitabile 6. Gaetano Campanile 7. Salvatore Caporaso 8. Gianluca Cortese 9. Giuseppe Giordano 10. Aniello Iacomino 11. Raffaele Lettieri 12. Annalisa Marigliano 13. Francesco Olandese 14. Gian Michele Orlando 15. Umberto Pane 16. Giuseppe Russo 17. Giuseppe Somma 18. Nicola Tortora 19. Nunzia Piro 20. Nicola Dell’Anno 21. Domenico Palmieri 22. Marco Mansueto FRATELLI D’ITALIA 1. Giuseppe Annone 2. Biagio Baiano 3. Biagio Castaldo 4. Salvatore Castiglione 5. Vittorio De Filippo 6. Arnaldo Ferrandino 7. Santolo Licciardiello 8. Antonio Nappa 9. Gennaro Miranda 10. Marco Montemurro 11. Vincenzo Moretto 12. Pasquale Sabia 13. Aniello Savoia 14. Aldo Scotto di Vetta FORZA ITALIA 1. Antonio Pentangelo 2. Salvatore Apostoli 3. Alfonso Ascione 4. Nicola Bifulco 5. Ciro Calise 6. Antonio Giuseppe Calvanese 7. Giuseppe Capone 8. Giuseppe Cerrota 9. Guglielmina Ciampa 10. Vincenzo De Maria 11.Lucia Di Pilato 12. Luciano Imparato 13. Francesco Iovino 14. Stanislao Lanzotti 15. Vito Marino 16. Domenico Marrazzo 17. Michele Miele 18. Gabriele Mundo 19. Nunzia Nigro 20. Elena Picariello 21. Francesco Pinto 22. Marco Ponticiello 23. Antonio Trieste 24. Saveria Vassallo