Napoli, Valente: Bagnoli, sindaco di lotta e governo per nascondere i suoi fallimenti

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“Da de Magistris che finalmente, si è tolto la bandana e non gioca più a fare il rivoluzionario a spese di Bagnoli e di Napoli, ci saremmo aspettati, alla Massimo Troisi, uno “Scusate il ritardo”. È chiedere troppo? No, non credo affatto, e invece lui appena rientrato da Roma dalla cabina di regia, dismette immediatamente i panni della correttezza istituzionale e ricade nel suo solito racconto di lotta e di governo” lo scrive nella sua newsletter mensile Valeria Valente, deputata e consigliera comunale del Pd. “Ma questa volta davvero gli viene male. Goffo e pacchiano appare infatti il suo tentativo di voler giustificare, a tutti i costi, il suo cambio di atteggiamento nei confronti del governo attraverso l’enfatizzazione delle modifiche apportate al piano di rilancio di bagnoli. Non solo il piano resta quello presentato nel 2016 da Renzi in prefettura, vengono infatti confermate tutte le scelte strategiche e di fondo, le modifiche apportate sono di piccola portata ed essenzialmente tecniche e potevano di sicuro essere fatte sin dal primo momento senza difficoltà se il Sindaco avesse scelto di collaborare. Ma sopratutto la cabina di regia, quella alla quale de Magistris dichiarava guerra perché vissuta e letta come un atto sovversivo verso i poteri e le prerogative del comune, è quella di sempre, eppure lui lì ci è andato personalmente e lì ha firmato e siglato l’accordo riconoscendo a pieno quel luogo e i suoi componenti. La verità è che oggi de Magistris prova a vestire i panni di sindaco abbandonando finalmente, seppur tardivamente, quelli del rivoluzionario, perché teme il crack disastroso delle sue politiche per Napoli. Dopo aver portato la città, i suoi conti, i suoi servizi sull’orlo del fallimento, ridottosi con l’acqua alla gola, è costretto ad abbassare i toni per poter chiedere aiuto” conclude Valente.