Napoli, via libera in Giunta al nuovo di piano rientro da 1,6 mld

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La giunta del Comune di Napoli, retta da Luigi de Magistris, vara il nuovo piano di rientro dal debito sulla scorta della Legge si bilancio 2018, che prevede per gli enti locali in predissesto di spalmare il debito su 20 anni. Intorno alla mezzanotte arriva l’ok alla delibera di proposta al Consiglio relativa alla riformulazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale ex art. 1 co. 888 Legge di Bilancio 2018. Il piano sara’ a breve sottoposto al Consiglio comunale e costituisce una riformulazione di quello di riequilibrio in corso di attuazione approvato dal Consiglio Comunale il 28 gennaio 2013 e dalla Corte dei Conti con la sentenza 34/2014/EL del 22 ottobre 2014. Il Comune di Napoli aveva attivato una procedura di riequilibrio finanziario decennale, procedura che con la legge di bilancio 2018 e’ stata allungata di ulteriori dieci anni; avendo gia’ usufruito di 5 anni, la giunta ha elaborato e riformulato il nuovo piano di rientro su 15 anni. Il piano si compone di due sezioni, la prima relativa ai fattori e cause dello squilibrio la seconda relativa al raggiungimento dell’equilibrio entro il 2032, ed e’ stato redatto considerando le prescrizioni della Corte dei Conti contenute nella deliberazione 240/2016, relativamente alla riedizione del riaccertamento straordinario per la costituzione al primo gennaio 2015 del fondo passivita’ potenziali nonche’ del fondo destinato alla restituzione del fondo di rotazione. Il disavanzo presunto al 31 dicembre 2017 da ripianare e’ pari circa a 1.690.000.000 (in stragrande parte frutto di legislazione recente che ha obbligato gli enti locali a predisporre appositi fondi di riserva), con un ripiano annuo di circa 91,7 milioni di euro. Nella delibera e’ delineato anche un excursus storico sulla capacita’ di riscossione dell’Ente che nel triennio 2015-2017 si e’ incrementata nonostante si siano ridotti in modo considerevole i trasferimenti a titolo di fondo di solidarieta’ comunale. La capacita’ di riscossione e’ di circa il 62% ed e’ in costante miglioramento. Nella seconda parte del piano vi e’ la dimostrazione del raggiungimento dell’equilibrio finanziario al 2032 con interventi di carattere straordinario nella prima fase (dismissioni immobiliari e quote societarie, incremento delle entrate da recupero evasione) e di carattere ordinario nella seconda fase.