Nappa: Per rilanciare il nostro Paese non c’è alternativa al cambiamento

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L’attenzione di Antonio Nappa, presidente del gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Caserta, è rivolta tanto all’importante Convegno di Capri quanto all’appuntamento con il referendum costituzionale. Una riforma, quella proposta dal Governo, che riscuote particolare consenso tra le giovani generazioni e che gli imprenditori under 40 avvertono come una svolta epocale per l’intero sistema Paese. E allora ecco che Nappa mette in cima alle priorità per il rilancio dell’economia proprio il cambiamento. Una convinzione frutto dell’esperienza maturata sul campo piuttosto che sull’allineamento agli ordini di scuderia (Confindustria è schierata da tempo per il Sì). “La vera priorità per il rilancio economico – dice Nappa a ildenaro.it – in questo momento è un parlamento che faccia velocemente le leggi e risponda con sollecitudine alle problematiche che gli vengono poste: insomma, bisogna velocizzare la macchina dello stato. Quindi il Si al referendum del 4 Dicembre non è un punto di partenza né un punto di arrivo ma è un punto necessario per il rilancio del Paese”.

L’altro grande tema di discussione è quello relativo alla cosiddetta quarta rivoluzione industriale. Il premier Matteo Renzi ha presentato nelle scorse settimane, anche a Napoli, il progetto “Industria 4.0” legandolo indissolubilmente ad un voto positivo al referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo. Ma quanto è importante questa nuova rivoluzione industriale? “Quanto sono state importanti le precedenti rivoluzioni industriali? – si chiede Nappa – lo sappiamo bene, hanno cambiato non solo l’industria ma anche la vita delle persone! Quindi la risposta è: ci cambierà la vita perché ogni rivoluzione industriale porta con sé una evoluzione sociale. Bisogna chiedersi se la nostra società è pronta a questo nuovo radicale cambiamento. Industria 4.0 è l’automazione portata all’ennesima potenza, con un forte abbattimento del costo del lavoro, soprattutto quello a basso valore aggiunto e che non richiede particolare specializzazione. Da qualche anno le scuole superiori stanno portando avanti progetti di affiancamento scuola-azienda anche in questa direzione, ma non basta ancora: la domanda di tecnici specializzati in grado di programmare e gestire i macchinari automatici ed i robot che in pochi anni invaderanno il manifatturiero azzerando quasi del tutto la manodopera spicciola sta crescendo fortemente. Se la società attraverso la scuola e i giovani sarà in grado di prepararsi adeguatamente, allora la rivoluzione ci farà crescere e sarà un bene per tutti, anche  in termini di qualità della vita e dei rapporti sociali. Se non saremo in grado di fare questo, rischiamo una crisi occupazionale drammatica”. 

Viene da chiedersi, a questo punto, in che modo il Sud e la Campania possono essere protagonisti di una stagione di sviluppo. 

“L’Italia vuole essere protagonista dello sviluppo e lo vuole essere il Sud. Le aziende che stanno crescendo al Sud – prosegue il presidente dei Giovani Imprenditori di Caserta nel corso della sua chiacchierata con ildenaro.it – sono proprio quelle che stanno puntando sull’industria 4.0. Nessuno immagina che il Sud, con le sue caratteristiche e con la spinta del Governo, debba mettere in secondo piano la grande leva dell’industria turistica, tutt’altro. Non si può negare però che anche il Sud debba e voglia essere protagonista anche nell’industria tecnologica avanzata, creando anche attrattività per le grandi imprese del Paese e non solo. In questo senso, i grandi investimenti privati e pubblici, le grandi opere, come il ponte sullo stretto, e una adeguata e mirata politica fiscale possono essere determinanti per il futuro del meridione”. 

Industria 4.0, lo sviluppo, la crescita conducono ad un’altra domanda che è quella relativa alle leve in grado di generare la ripresa. In questa ottica è lecito capire se il futuro è sempre più legato ad una globalizzazione spinta o se in qualche modo si torna a valorizzare domanda e mercato interni. 

“Dipende – replica il presidente Nappa – ci sono aziende che hanno le capacita e i mezzi per puntare al mercato globale, altre che hanno bisogno di una domanda interna solida, ed altre ancora che hanno bisogno di entrambe le cose. L’Italia in generale, per vocazione, si muove bene in autonomia sui mercati internazionali ed ha una forte riconoscibilità e una credibilità che la sostengono: per questo penso che un impulso della domanda nazionale in questo momento sarebbe auspicabile per equilibrare gli scompensi interni”.

Vogliamo mettere insieme un’ipotetica Agenda per la crescita che tiene conto di tutti i fattori in gioco e soprattutto di Fisco, agevolazioni e salari?

“Sono tre punti che stanno sullo stesso piano e si intrecciano – dichiara Nappa – per riportare investimenti di grandi imprese anche estere abbiamo bisogno al Sud di una “no-tax area”, dobbiamo rafforzare la defiscalizzazione sul salario di produttività ma anche educare meglio le aziende ad utilizzare la produttività come leva per la crescita, è necessario abbassare le tasse almeno per quelle aziende che hanno tassi di investimento superiori alle altre per agevolare il percorso di crescita”.

Del referendum abbiamo parlato ma Capri arriva anche a ridosso della legge di stabilità. 

“Crescita economica e lavoro saranno gli argomenti centrali del Convegno di Capri, referendum e la legge di stabilità avranno uno spazio importante in quanto connessi agli argomenti principali, ne va del futuro del Paese”. E in quella sede si comprenderà ancora meglio l’uomore della piazza alla vigilia di due appuntamenti cruciali.

E.S.