Narciso di Giuseppe Leone incontra Donne&Motori. Gioie e mai più dolori a Riardo

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Lo scorso fine settimana, Riardo, l’Expo Fiera del Mobile e la Thierry House si sono trasformate nel palco di una due giorni caratterizzata da un evento unico nel suo genere, “Donne e Motori, gioie e mai più dolori”, inusitata formula che coniuga l’esposizione di auto con la premiazione di donne che si sono distinte per il loro operato in svariati ambiti. Un weekend molto particolare, che funge da seconda tappa di un itinerario intrapreso a Villa Domi a Napoli e che ha scelto la Fiera del Mobile di Riardo per questo nuovo incontro, voluto fortemente da Rosa Praticò, Presidente dell’Associazione Officina delle Idee, già responsabile della sezione imprenditoria femminile di Confesercenti e Vicepresidente nazionale dell’associazione ‘Maipiuviolenzainfinita’ che si occupa del contrasto alla violenza di genere. Il parco riardese ha ospitato i bolidi, opera di ingegno e design, del Club Supercar Italia presieduto da Giuseppe La Pasta, automobili giunte da ogni regione e l’evento è stato accolto dalla la Fanfara Bersaglieri della Brigata Garibaldi, dall’alta pasticceria di Antonio Ferrieri e dalle degustazioni dell’Antica Distilleria Petrone. Le premiazioni hanno dato spazio ad una intensa riflessione sulla questione di genere e sulla violenza contro l’universo femminile, omaggiando donne che si sono distinte nel loro percorso di vita occupando ruoli tradizionalmente maschili, dimostrando la vacuità di certo retro pensiero. Una volontà, questa, fortemente portata avanti anche dalla ricerca artistica dell’artista Giuseppe Leone, il cui progetto Narciso, curato da Azzurra Immediato, è in esposizione nella Thierry House di Ciro Thierry Perrella, tempio di straordinario design all’interno della Fiera e che, sino al prossimo 26 maggio, accoglierà gli ospiti, secondo i termini di un ripensamento del nostro tempo anche attraverso la rilettura del mito di Narciso, del suo intrinseco rapporto con la femminilità e nella sua corretta riproposizione. E proprio in occasione dell’evento, il progetto Narciso e l’artista Leone hanno ricevuto un particolare riconoscimento, dimostrando quanto, senza dubbio, la conoscenza, la cultura e l’arte, possano farsi portavoce di un cambiamento sociale e generazionale di cui necessitiamo oggi più mai. L’incontro tra questi due opposti ambiti ha generato, al contrario, una interessante nuova prospettiva che vede l’arte essere fucina sempre attiva. Ricordiamo, inoltre che, riconoscimenti, sono stati assegnati ai padroni di casa, gli imprenditori CiroThierry e Bartolomeo Perrella ed anche ad Antonio Ferrieri, mentre, invece, le donne premiate sono: per lo sport la squadra femminile “Molinari Volley” di Napoli; per l’impegno civile la Top Gun Ufficiale Pilota dell’Aeronautica Militare Claudia Danussi; la responsabile dell’ufficio del Consolato Onorario Russo Svetlana Nesterenko e il Direttore d’orchestra “Banda dell’Esercito Italiano” Antonella Bona. Per l’impegno sociale Emilia Narciso, Past President UNICEF Caserta e Cristina Salvio, in qualità di Presidente dell’Associazione MERIDA; per il giornalismo impegnato Lidia Luberto e Simona Buonaura; per l’imprenditoria Giuseppina Tamburrino dell’azienda MagicStore ed Arianna Vitale, avvocato; per l’ambito delle eccellenze gastronomiche locali Teresa Iorio, pizzaiola di fama internazionale ed Ida Giugliano dello storico ristorante partenopeo “Mimì alla Ferrovia”.
Alle donne, premiate dalla attrice e cantante Anna Capasso, è andata in dono una scultura del Maestro Acampora, “noto per la sua arte presepiale partenopea” si legge dal comunicato. La scultura rappresenta “un’insolita Dea Partenope in sembianza di uccello, affinché la sua immagine – icona di femminilità da sempre – si coniughi con la possibilità di volare alto oltre i limiti rappresentati dagli stereotipi e dai pregiudizi.”
Un weekend davvero particolare quello che ha visto arte, design, ingegneria automobilistica, imprenditorialità ed eccellenza femminile, dialogare in modo unico, con la comune volontà di abbattere gli stereotipi che giungono da un passato da cambiare per guardare ad un luminoso futuro.