Nasce la Fondazione Jorit street art: Giuseppe Leone Presidente

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È di pochi giorni fa la notizia ufficiale della nascita e costituzione della Fondazione Jorit, presieduta da Giuseppe Leone e che porta il nome dello street artist partenopeo, noto nel mondo, Jorit Agoch, classe 1990 e che, da qualche anno ha rivoluzionato il concetto di ‘street art’, secondo il claim “We declare the world as our canvas” – “Noi dichiariamo il mondo come nostra tela pittorica”. Attraverso la propria ricerca ed il proprio operato, Jorit ha espresso i propri intenti: l’abbattimento delle tradizionali modalità di veicolazione del messaggio artistico, la volontà di calarsi nello spazio urbano e sociale, la creazione di un legame profondo con la dimensione metropolitana, antropologica e il distacco, invece, dalla obsoleta idea di vandalizzazione del tessuto architettonico. In tal modo, la Street Art ha delineato una nuova valenza, ridisegnando il volto delle città, divenendo dettaglio principe di una nuova idea di di imago urbis, contrastando il grigiore di una archeologia cittadina del decadimento e della fatiscenza. Alla caducità del sentire umano, Jorit ha offerto la possibilità di guardare oltre; è in tal senso che, protagonista di questa amplissima dimensione artistica, il deus ex machina, lo stratega di un ripensamento dello spazio urbano, è lo street artist, in grado di tessere la trama dell’incontro tra le due realtà, investendo su una trasformazione che è, in primis, culturale, oltre che fenomenica.
È così che il lavoro portato avanti dall’artista napoletano, incentrato sulla volontà di porre l’attenzione quanto Egli definisce la sua “idea di umanità”, realizzata ed identificata da una simbologia iconografica che attualizza prodromi della tradizione per calarsi nel racconto del contemporaneo, ha generato un linguaggio personale, riconoscibile ai quattro angoli del mondo, laddove ha lasciato un volto, una firma, un segno. La Fondazione Jorit nasce, dunque, con l’intento di attuare uno sviluppo inusitato di attività e di commistioni, sociali ed artistiche.
Si legge nel comunicato ufficiale che le finalità della Fondazione sono da ricercarsi nello “Sviluppo della Street Art in ogni sua forma ed espressione, la realizzazione di iniziative aventi contenuti artistici e creativi, con particolare attenzione a progetti aventi impatto sociale, l’impiego della street art quale strumento di affermazione dei principi di uguaglianza, integrazione sociale ed economica, solidarietà, lo sviluppo del talento favorendo l’ interscambio di conoscenze e la contaminazione culturale; il contrasto ad ogni manifestazione di degrado sia esso di tipo fisico, morale che sociale, promuovendo, lo sviluppo di attività sociali, anche in collaborazione con il mondo della scuola”.
Parole importanti, volontà profonde e fondamentali affinché dalla strada possa nascere quella rivoluzione che, forse, aspettiamo da molto tempo, contro gli ostacoli posti alla cultura ed all’arte negli ultimi anni.

In foto due murales di Jorit

Presidente della neonata Fondazione è l’artista sannita Giuseppe Leone, già professore all’Accademia di Belle Arti di Napoli, laddove anni fa si strinse il sodalizio tra maestro ed allievo, un giovane Jorit che Leone, nella sua lungimiranza, definì – non a torto – “il Caravaggio degli anni 2000, perché mediante i volti di gente comune e di persone note o di simbolici personaggi, ha abitato spazi delle periferie partenopee sino a giungere negli altri continenti.” Un incontro, quello di Jorit con Leone mai esauritosi; molti ricorderanno quando, nel 2018, in occasione del Premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito®, nel Teatro delle Rose di Piano di Sorrento, Jorit, artista scelto per il progetto ideato da Leone detto ‘Copertina d’Autore’, mostrò per la prima volta al mondo, il proprio viso, finalmente non più coperto. In quella serata, il giovane street artist, ricordando gli anni dell’Accademia, parlò di Giuseppe Leone come “maestro di vita e non solo insegnante”. Un rapporto profondo, leale e sincronico che ha permesso alla street art di giungere anche nell’entroterra sannita, nella primavera del 2018, con il progetto ideato da Leone per Buonalbergo (Bn), ‘Presta il tuo volto ad Alberada e Boemondo’, quando una ampia parete del borgo antico è divenuta una sorta di grande telero a cielo aperto ove i due personaggi della storia locale sono tornati in vita, dipinti da Jorit, rimarcando un appiglio con il passato con una nuova ricerca di matrice identitaria, afferente alla memoria collettiva su cui Leone e Jorit operano in comunione.
Nell’estate 2019, poi, Jorit è tornato nel Sannio, in occasione del festival di Guardia Sanframondi (Bn) VinArte, ove una delle rare opere su tela, un ritratto del rapper Shaone, al secolo ‘Paolo’, è stata tra le protagoniste della kermesse, trasformandosi in pala d’altare laica contemporanea. Già, perché Jorit ha trasformato il popolo in icona, rimandando alla grande tradizione passata, traslandola in un linguaggio attuale. Uomini e donne del popolo, come in gigantografie iperrealiste, calciatori come da figurine, santi come da pale d’altare, hanno generato quella che è stata definita una “tribù” eterogenea eppure profondamente inscindibile, iconograficamente legata ad una caratterizzazione peculiare – come, ad esempio, accade per i segni rossi tracciati sui visi di tutti i suoi protagonisti, quasi fossero emblemi di un rituale semiotico ma anche ancestrale di tradizione africana, che Egli ben conosce – L’idea del contrasto, tuttavia, si pone come una sorta di fil rouge nella ricerca di Jorit che, formatosi anche con Leone, nelle storiche aule della Accademia di Belle Arti di Napoli, tende ad un rapporto con il reale, con il simbolo, con la storia e la conoscenza.
La Fondazione Jorit, dunque, si propone anche come occasione per aprire un dialogo di valore sociale, riconoscente alla Storia passata e tesa verso un futuro migliore, in un tempo, quello a noi coevo, complesso, spesso incomprensibile ed incompreso. A Jorit ed al presidente Giuseppe Leone, alla Fondazione tutta ed agli obiettivi prefissi, auguriamo di realizzarsi, affinché l’Arte torni ad essere riscatto di conoscenza, umanità ed uguaglianza.

In foto a sinistra Jorit Agoch e a destra Peppe Leone