“Nastri gialli” pronti al debutto

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Confindustria continua il suo pressing sulla Tav. “La Torino-Lione si deve fare, deve prevalere l’interesse nazionale” ha ripetuto ancora ieri il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. E nel corso della giornata sono stati tantissimi gli appelli provenienti da più fronti del grande sistema imprenditoriale che hanno continuato ad incalzare il Governo su opere e cantieri bloccati. Lo fanno attraverso la nota del Centro Studi diramata ieri che boccia l’analisi costi-benefici come unica base di decisione, in cui si legge: “la rilevanza di un’opera come la Tav va oltre il mero calcolo economico e include, tra gli altri, anche aspetti legati alla sostenibilità ambientale, alla competitività territoriale, agli effetti sulle economie locali, all’impatto reputazionale”. E ancora, “la rinuncia alla finalizzazione della Tav comporterebbe potenziali danni derivanti da costi diretti come risarcimenti dei costi sostenuti e perdita occupazionale”. Il riferimento è ai 50mila posti di lavoro che l’opera garantirebbe, come il presidente Boccia ripete da settimane. Ancora prima aveva sottolineato i danni di credibilità per il Paese nei confronti degli investitori internazionali anche il capoeconomista Andrea Montanino, a La7: “Non fare la Tav ha un costo di reputazione per l’Italia molto alto nei confronti degli altri paesi europei e degli investitori internazionali. Quando un Paese firma degli accordi devono essere rispettati anche dai governi successivi”. Anche da Torino, gli industriali piemontesi lanciano una campagna contro le bufale “Tav? Quante fake news!”, diffondendo sui social network una serie di brevi pillole video. Il primo è di Fabio Ravanelli, presidente di Confindustria Piemonte, che parla chiaro rompendo un po’ gli schemi: “All’Italia la Tav costa 20 miliardi? Palle!”. Infine, si registra l’ultima iniziativa che sta preparando l’associazione dei costruttori edili di Confindustria. Come si legge sul Corriere della sera, nelle prossime settimane potremo avere in Italia il debutto dei nastri gialli: una iniziativa che punta a recintare con passamano biodegradabili tutte le opere e i cantieri bloccati, le scuole pericolanti, le voragini nell’asfalto delle strade cittadine. Quasi fossero le scene del crimine dei telefilm americani. Una diversa e nuova ondata di giallo e di protesta che potrebbe attraversare l’Italia da Nord a Sud.