Natale è tempo anche di cene aziendali, occasione per team building

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Roma, 11 dic. (Labitalia) – Sta per tornare uno degli immancabili appuntamenti della vita professionale di molti lavoratori: la cena o il pranzo aziendale di Natale. Spesso gli imprenditori, però, si interrogano sull’utilità di questi eventi in un’ottica di strategia di business e se contribuiscano positivamente alla vita aziendale. Se organizzati al meglio e curati in ogni dettaglio, le cene o pranzi aziendali rappresentano davvero un importante strumento di team building, in grado di diffondere la cultura dell’impresa tra i suoi dipendenti, creando coesione tra di loro e l’occasione per la nascita di rapporti positivi e collaborativi.

“Nella mia carriera nel mondo della ristorazione, ho organizzato decine di serate di questo tipo, e sono giunto alla conclusione che gli elementi in grado di garantire la buona riuscita di questi eventi sono sostanzialmente tre: il capo, l’ambiente, il menù”, dichiara Massimo Sacco, ristoratore e proprietario di ‘Alma Buona’, pizzeria gastronomica di Roma.

“Potrebbe sembrare un’osservazione banale e scontata, ma non lo è davvero. Il pranzo e la cena di Natale sono come il biglietto da visita che l’azienda mostra ai suoi dipendenti; il pasto dovrà, quindi, essere a base di materie prime di alta qualità, leggero e gustoso allo stesso tempo”, suggerisce.

“Negli ultimi anni – prosegue Sacco – è cambiato il modo di concepire questo tipo di eventi, sempre meno ‘ingessati’ e più informali. Non è un caso, dunque, che sempre più aziende decidano di portare i propri dipendenti in pizzeria. Oltre ad essere un piatto rappresentativo della cultura culinaria italiana, la pizza è qualcosa che riesce a mettere d’accordo tutti, dando la possibilità di scegliere il condimento che si preferisce. Ad ‘Alma Buona’ abbiamo organizzato già diverse cene aziendali, tutte perfettamente riuscite, grazie anche ai nostri fritti non fritti e agli impasti a lunga lievitazione e con poco lievito, che risultano leggeri e digeribili, e alla possibilità di personalizzare la pizza in ogni suo elemento”. Così, Massimo Sacco ha stilato 5 punti da tenere bene a mente per organizzare una cena aziendale.

1. Il discorso: è bene iniziare la serata ricordando a chi lavora con e per noi, non solo i valori dell’azienda e ciò che la rende competitiva, ma come il contributo di ogni singola persona sia importante e contribuisca a fare la vera differenza nel risultato finale. Almeno a Natale, ricordiamoci di dire grazie!

2. Il locale: sarebbe meglio scegliere un posto in un quartiere diverso da quello dell’ufficio, così da creare un distacco, ma in una zona facilmente raggiungibile da tutti, magari anche con i mezzi pubblici, così da agevolare anche chi non guida o chi, dopo qualche bicchierino di troppo, non può mettersi al volante.

3. Atmosfera: che si scelga di organizzare un pranzo informale o una cena elegante, il clima deve essere rilassato, amichevole e leggero. Chiedete al gestore di riservarvi un tavolo in un posto tranquillo, ma non isolato: non state facendo una riunione, sarà bello godere della compagnia anche degli altri ospiti. Ricordatevi di scattare qualche fotografia divertente, non solo in pose ‘istituzionali’, le invierete poi a tutti i dipendenti per un augurio di buone feste simpatico e diverso dal solito.

4. Cosa mangiare: assolutamente da bocciare le grandi abbuffate. Meglio optare per qualcosa di sano, che denoti anche attenzione alla salute e al benessere degli invitati. Il menù deve essere vario, per andare incontro ai gusti di tutti, prevedere piatti semplici, che possano soddisfare il palato della maggior parte degli invitati, ma anche qualcosa di sfizioso e ricercato, che sorprenda positivamente i commensali.

5. Cosa bere: certo, a tavola non può mancare qualcosa di alcolico, almeno per il brindisi, ma fate attenzione alle bottiglie che scegliete. Il vino, la birra o lo spumante devono accompagnare piacevolmente, non dare alla testa. Lasciatevi consigliare dal gestore, che saprà indicarvi la scelta migliore.