Nautica, cresce il potenziale export verso gli Usa del made in Italy

32

Genova, 17 giu. (AdnKronos) – “Negli Stati Uniti, che sono il primo mercato per i prodotti ‘Belli e ben fatti italiani’ – trademark usato per definire uno dei settori del Made in Italy – in generale ma soprattutto per la nautica, consideriamo 1,5miliardi di esportazioni di nautica in Usa contro 1,9 di esportazioni complessive della nautica italiana. Ci sono spazi di ulteriore crescita sia perché è possibile aumentare le quote in una serie di stati federati in cui la nautica italiana è meno presente. E si tratta di una possibilità di crescita di altri 560milioni oltre quelli già previsti”.

Lo ha spiegato Luca Paolazzi, direttore del centro studi Confindustria, a margine del convegno di oggi di Ucina-Satec sulla crescita del settore nautico.

Paolazzi, autore di “Esportare la Dolce Vita” pubblicazione che analizza scenari economici e di andamento del mercato e che ha preso in esame le possibilità di export negli Usa, ha messo a sistema quelle che sono le eccellenze, tra cui il settore della nautica.

“Si tratta – ha aggiunto – di una vetrina perfetta di quelli che chiamiamo i ‘Belli e Ben fatti italiani’, cioè prodotti che uniscono estetica a funzionalità, tecnica e bellezza. E per la nautica questo è un ambiente ideale, perché rappresenta anche una vetrina per questi prodotti che troviamo dall’arredamento all’accessorio all’interno delle imbarcazioni. Abbiamo fatto una valutazione nei mercati avanzati, ne abbiamo considerati 31 cioè i principali. L’export italiano di prodotti Belli e Benfatti è di circa 60miliardi di euro, arriverà a 70miliardi e potrebbe crescere ancora di più verso i 77”.

“I mercati emergenti – ha concluso Paolazzi – rappresentano la sfida del domani ma sono 1/3 in termini di stazza rispetto a quelli avanzati, per cui è importante giocare su entrambe le tastiere usando esperienza e risorse che si raccolgono su mercati avanzati per puntare su questi paesi che hanno prospettive di più lungo periodo migliori”.