A Sant’Agnello (Napoli) è stata presentata ufficialmente la Italy Branch del The Nautical Institute, organizzazione no profit di riferimento per i professionisti del settore marittimo, fondata nel 1972 e attiva in 50 Paesi.
La presentazione si è svolta venerdì 19 giugno presso l’ITS Accademia Marittima Meridionale di Sant’Agnello, considerato un polo formativo di eccellenza nel settore nautico e marittimo. L’iniziativa è stata illustrata davanti a rappresentanti internazionali, istituzioni, armatori, stakeholder e realtà della formazione e dell’associazionismo di categoria.
Obiettivi: transizione, sicurezza e competenze
Tra gli obiettivi della nuova branch figurano la preparazione degli equipaggi e delle nuove generazioni alle trasformazioni in corso nel settore: transizione verso carburanti alternativi, sicurezza informatica, gestione delle tensioni geopolitiche, supporto ai business plan degli armatori e miglioramento dei processi decisionali attraverso una maggiore integrazione tra gli attori del comparto.
L’obiettivo complessivo è rendere il settore marittimo più sicuro, sostenibile e competitivo, rafforzando anche la rappresentanza dei membri presso l’Organizzazione marittima internazionale (IMO).
I due assi della giornata: energia e formazione
La giornata è stata articolata su due principali direttrici: la transizione energetica nel trasporto marittimo e l’evoluzione della formazione professionale.
Il primo ambito ha riguardato le sfide legate alla decarbonizzazione e all’introduzione di nuovi combustibili. Il secondo ha approfondito il ruolo dei simulatori e delle tecnologie avanzate nella formazione marittima, con particolare attenzione alla digitalizzazione delle operazioni a bordo e ai nuovi scenari internazionali del settore.

L’intervento del presidente della Italy Branch
In apertura dei lavori, il comandante Gennaro Arma, presidente della Italy Branch del Nautical Institute, ha sottolineato il ruolo storico dell’Italia come nazione marittima e la necessità di rafforzare la collaborazione tra i diversi attori del comparto per affrontare le trasformazioni in corso nello shipping.
Nel suo intervento ha evidenziato come le grandi sfide del settore, dalla decarbonizzazione alla digitalizzazione fino all’intelligenza artificiale e ai nuovi carburanti, richiedano un approccio integrato. La tecnologia, ha affermato, non è sufficiente da sola: al centro restano le persone, con competenze, professionalità e capacità di leadership.
Relatori su transizione energetica e formazione
Sul tema della transizione energetica sono intervenuti, tra gli altri, Walter Vervfoesem FNI, presidente del The Nautical Institute; l’ingegnere Gianpaolo Dalla Vedova di Lloyd’s Register; l’ingegnere Panos Mitrou del Lloyd’s Register Group; il capitano Giuseppe Spera, rappresentante dell’Italia presso IMO, IOPC Funds e IMSO; la dottoressa Ivana Melillo di GNV; l’ingegnere Gianpiero De Cubellis di Wärtsilä; e l’ingegnere Tom H. Evensen di Jotun Performance Coating.
Sul fronte della formazione marittima sono intervenuti il capitano Fausto Ferrara di Wärtsilä Marine e della German Branch; l’ingegnere Emanuele Traversa di SIRM Italia; il professor Fabio Baldini del World Maritime University; il capitano Reuben Lanfranco, consulente e trainer; il capitano Carlo Landolfi dell’International Association of Maritime Instructors; il dottor Giovanni Consofi di Assarmatori; e l’avvocato Martino Moioli, responsabile relazioni industriali della stessa associazione.






































