Nefrologia, dal Covid all’ipertensione: Biogem protagonista al Congresso di Parigi

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In foto la sede del Biogem ad Ariano Irpino

Sono stati ben sei gli interventi tenuti da altrettanti ricercatori del centro di ricerca scientifica irpino, nel corso del cinquantanovesimo Congresso della Società Europea di Nefrologia, svoltosi nei giorni scorsi a Parigi. Guidati dal direttore scientifico di Biogem, Giovambattista Capasso, in questa sede protagonista come coordinatore del progetto europeo CONNECT, hanno partecipato all’evento i professori Francesco Trepiccione (premiato, tra l’altro, come giovane nefrologo traslazionale dell’anno) e Davide Viggiano, entrambi alla guida del laboratorio di Nefrologia Traslazionale di Biogem.
Il professore Viggiano, in particolare, è intervenuto sul deficit cognitivo nei pazienti con Nefro-COVID-19, a conferma di un sentiero della ricerca molto battuto a Biogem, e fortemente collegato al progetto CONNECT, finalizzato, nelle intenzioni del professore Capasso, a costruire una rete continentale di studiosi di varie branche della medicina, impegnati nella ricerca di  informazioni utili sulla patogenesi di diverse malattie cerebrali.
Il contributo scientifico dell’Istituto arianese si è poi allargato ad altri temi, grazie alla dottoressa Anna Iervolino, che ha parlato degli studi sulla glomerulosclerosi segmentale focale, realizzati a Biogem utilizzando lo zebrafish, un pesce d’acqua dolce diventato modello di elezione per lo studio delle malattie renali.
A seguire, il dottore Luciano D’Apolito ha proposto l’utilizzo della microscopia multi-fotone come tecnologia d’avanguardia per le misurazioni morfologiche e funzionali sulla membrana peritoneale in modelli animali di dialisi peritoneale.
Spazio, infine, alla dottoressa giapponese Yoko Suzumoto,  che ha reso noto uno studio, presentato e condotto interamente a Biogem, sulla Paraoxonasi2, l’enzima renale indiziato di un coinvolgimento diretto nel danno renale causato dall’ipertensione arteriosa.
L’evento parigino, organizzato in modalità mista, ha potuto contare su circa 7.500 partecipanti, avvicinandosi ai numeri pre-pandemici e piazzandosi al primo posto nel mondo, quest’anno, in ambito nefrologico.