È sotto gli occhi di tutti la situazione che si ripete ogni anno, nel Paese e non solo in esso, con l’arrivo del periodo delle vacanze estive. L’informazione, a corto di novità significative, enfatizza senza troppe riserve le poche di cui in parte dispone. Con un modo di agire certamente comprensibile, ma non giustificabile, massimizza l’appeal delle stesse – leggasi quelle a cui dare ogni evidenza – a scapito di altre a dir poco scottanti. Le stesse sono così retrocesse a un livello di importanza poco superiore a quelle di cronaca. Per maggior chiarezza, è bene conoscere de visu cosa riporta l’informazione delle ultime ore: quanto basta per capire che il funzionamento delle alleanze si è avviato pericolosamente verso un punto di particolare insidia. Il caso ha voluto che i Palazzi della Politica siano chiusi e, salvo casi di importanza vitale, riapriranno i battenti all’inizio di settembre. Ecco come, con sfacciata evidenza, guadagnano posizioni casi di uno squallore a dir poco inquantificabile. Al momento quello che più sta cavalcando l’onda dello share è l’affaire Report, personaggi e interpreti da una parte la Magistratura con a latere la RAI, e dall’altra l’Investigatore “de noantri” – tra l’altro conscio del non essere all’altezza del ruolo che cercava di ricoprire, nonché la sua “ombra rossa” Lavitola, per ora capro espiatorio, infine un individuo di colore definibile “uomo (?) di fatica”. Intanto la vicenda dell’ILVA di Taranto, se andrà tutto bene a seguito delle trattative tra la delegazione del Governo e altri soggetti interessati, comporterà il licenziamento di almeno la metà della forza lavoro in carico. Come quest’ultimo, sono tanti i casi dello stesso genere che fanno sbandare l’economia del Paese. Bene sarebbe conoscere se la metà di questo mese porterà un minimo di rinsavimento o qualcos’altro del genere. Ormai manca poco a quella data, quindi l’attesa non sarà lunga.





































