Nel Sannio la casa del futuro. Zero consumi, tutta sostenibilità

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L’internet delle cose diventa (sempre più) domestico e, al di là del comfort, a trarne vantaggio sono soprattutto l’ambiente e le tasche.

Spazio gerarchizzato per consentire l’ingresso “intelligente” di aria e luce, bucature delle finestre arretrate rispetto al filo esterno per per proteggere le logge e non disperdere calore, geometrie irregolari per sfruttare l’ombreggiamento in relazione alla posizione del sole: sono solo alcune delle strategie progettuali alla base dei cosiddetti edifici “Edifici a consumo quasi zero” (nearly Zero Energy Building).

Sperimentati da tempo nei Paesi del Nord Europa, è la prima volta che soluzioni del genere vengono adottate anche in Italia e, in particolare al Sud. A realizzarlo saranno gli ingegneri dell’Università del Sannio diretti da Giuseppe Peter Vanoli, gli architetti della Federico II coordinati da Mario Losasso e Alessandro Claudide Saint Mihiel, e gli esperti del Distretto Tecnologico STRESS.

Gli standard nZEB per i climi più caldi dell’area mediterranea sono ancora immaturi, mancando allo stato attuale una decodificazione univoca, uno sperimentalismo diffuso e una adozione normativa ufficiale. “In questo contesto, il nostro dimostratore – spiegaEnnio Rubino, numero uno del Distretto campano per l’edilizia sostenibile – si propone come significativa esperienza sperimentale anche per la definizione di standard e linee di indirizzo per la realizzazione di NZEB in climi mediterranei. Si tratta di intervento di grande valenza perché pressoché inedito per il sud Italia.”

Insieme a Rubino a presentare oggi, venerdì 29 gennaio, la casa 2.0 presso l’Unione Industriali di Napoli sono Luigi Nicolais, presidente del Cnr, Amilcare Collina della MAPEI, Filippo De Rossi, rettore dell’Università degli Studi del Sannio, Gaetano Manfredi, rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Luigi Vinci, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli, Vito Grassi, vice Presidente per le Infrastrutture, Energia, Ambiente e Territorio dell’Unione Industriali Napoli e Francesco Tuccillo, Presidente Acen.

Sistemi di spegnimento ed accensione delle luci basati su rilevatori di presenza, sensori di apertura finestre con possibilità di dialogo con l’impianto di climatizzazione ed illuminazione; sensori di temperatura e umidità: tutto nella casa del futuro (prossimo) servirà ad abbattere i consumi.

In particolare, l’edificio nZeb sannita si basa sull’ottimizzazione del sistema involucro-impianti al fine di massimizzare prestazioni e performance complessive dell’unità residenziale. “La struttura – spiega Peter Vanoli – è concepita in modo da consentire la massima flessibilità e la possibilità di diverse possibili configurazioni spaziali relative a nuove future trasformazioni e esigenze abitative”. “Dal punto di vista architettonico ed impiantistico – precisano Losasso e Claudide Saint Mihiel – le soluzioni proposte mirano a ridurre il fabbisogno energetico dell’edificio in riferimento al contesto climatico di riferimento, alla destinazione d’uso, alla tipologia edilizia”.

Un percorso significativo non solo per la sostenibilità ambientale, ma anche sul piano più strettamente economico. Si stima che il fatturato a livello mondiale degli edifici ad energia quasi zero raggiungerà i 690 miliardi di dollari entro il 2020, superando i 1300 miliardi al 2035, con una crescita esponenziale dell’ordine del 43% per i prossimi venti anni.