Nel segno di Beethoven al via la 197esima stagione della Filarmonica Romana

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Roma, 14 ott. (AdnKronos) – Si inaugura domani alle 17,30 in Sala Casella la stagione n. 197 della Accademia Filarmonica Romana. A grandi passi verso il suo bicentenario, l’istituzione romana affida l’apertura a un nuovo talento tutto italiano del pianismo internazionale: Gabriele Carcano, torinese classe 1985, vincitore del Borletti Buitoni Trust Fellowship, riconoscimento prestigioso che lo ha presto inserito tra i migliori giovani interpreti della scena musicale internazionale, è il primo pianista chiamato per la seconda e ultima parte del Beethovenklavier, l’esecuzione integrale delle Sonate per pianoforte di Beethoven avviato lo scorso autunno con grande successo e interesse di pubblico, e destinato a completarsi il 17 dicembre di quest’anno. Carcano affronterà la monumentale ‘Hammerklavier’ in si bemolle maggiore op. 106.

Ventisei anni fa, l’ultima integrale delle Sonate beethoveniane venne affidata dalla Filarmonica a Rudolf Buchbinder, oggi come ieri uno dei più acclamati pianisti viventi, che eseguì le 32 Sonate in sette concerti. Nel biennio 2016-17 a realizzare questo nuovo progetto, la Filarmonica chiama a raccolta una nuova generazione di artisti italiani, molti di essi under 30, giovani sì, ma già artisticamente maturi e avviati verso una promettente carriera, a cui non mancheranno tecnica, intelligenza e consapevolezza piena dei propri mezzi.

Andrea Lucchesini si è assunto l’onere di coordinare l’intero progetto, che vede ciascun concerto arricchirsi con l’esecuzione di un brano di un compositore italiano d’oggi (Michele dall’Ongaro, Nicola Campogrande, Marco Momi), alcuni in prima assoluta, come la Sonata di Matteo Manzitti per il concerto inaugurale dei domani. All’iniziativa hanno collaborato le più prestigiose scuole e accademie di musica in Italia da cui provengono alcuni dei pianisti selezionati: la Scuola di Musica di Fiesole, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola e l’Accademia di Musica di Pinerolo. Preziosa infine la collaborazione con RAI Radio 3, che registrerà tutti i concerti per successive trasmissioni all’interno del suo palinsesto.

Carcano si è formato fra Torino, Berlino e Parigi, e a soli 32 anni può vantare di aver calcato i palcoscenici più celebri e frequentato le istituzioni di maggior rilievo internazionale, come la Tonhalle di Zurigo, la Salle Pleyel, il Théâtre des Champs Elysées e la Cité de la Musique di Parigi, l’Herkulessaal di Monaco, l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, il Festival Radio France – Montpellier, sia in recital solistici, sia a fianco di orchestre quali Orchestre National de Montpellier, Staatskapelle Weimar, Orchestra Verdi, Pomeriggi Musicali di Milano, Orchestra di Padova e del Veneto.

A Carcano spetterà quella che da molti è definita la Sonata più ardua composta da Beethoven, se non una delle più difficili del repertorio per pianoforte solo di tutti i tempi. L’Hammerklavier – in si bemolle maggiore op. 106 – con i suoi 40 minuti e oltre di ascolto, la vastità, l’eccezionale complessità del contenuto nonché l’impegno tecnico trascendentale che sfrutta tutta la risonanza della tastiera, è forse uno dei banchi di prova più difficili e stimolanti per un pianista, sia esso giovane sia che abbia una solida e consolidata carriera alle spalle. Carcano la eseguirà a conclusione del suo programma che prevede anche la Sonata in re maggiore op. 28 ‘Pastorale’, e una novità che apre il concerto, la Sonata del genovese Matteo Manzitti (1983) che sarà eseguita in prima assoluta.